Una giornata dedicata ai bambini delle scuole di Zaghouan

Giovedì 13 dicembre è stata una giornata dedicata ai bambini della scuola di Nadhour. Il Ministro dell’Educazione, Hatem Ben Salem, e l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara, accompagnato dal Direttore Regionale dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) a Tunisi, Flavio Lovisolo, e la Rappresentante del Programma alimentare mondiale (PAM), Maria Lukyanova, hanno organizzato una visita alla scuola primaria “Henchir El Jadid” di Nadhour nel Governatorato di Zaghouan.

Si tratta di un istituto che sta beneficiando di un progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana e realizzato da PAM che mira al potenziamento della mensa scolastica e alla creazione di un orto in grado di fornire prodotti per la stessa cucina della scuola. Il Ministro e l’Ambasciatore italiano hanno così avuto l’occasione di sedersi a tavola con i bambini, durante la pausa pranzo.

Cosi si è espresso l’Ambasciatore Fanara: “È un piacere poter vivere oggi la quotidianità degli studenti di questa scuola. Grazie al finanziamento della Cooperazione italiana, la capacità produttiva della scuola consente la distribuzione di pasti ad altri cinque istituti del Governatorato di Zaghouan. La volontà di includere nel nostro approccio/contributo scuole in tutto il territorio nazionale, anche quelle situate in aree remote e rurali, corrisponde all’impegno italiano e del PAM per sostenere l’azione del Ministero dell’Educazione. In realtà, voglio ricordare che la Cooperazione Italiana ha già finanziato, in questi ultimi anni, l’acquisto di cucine moderne in 137 scuole in Tunisia, contribuendo ad un ampio programma del Ministero dell’Educazione per migliorare i servizi delle scuole pubbliche tunisine”, ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia.

Il progetto, finanziato dalla Cooperazione Italiana con un contributo di 2,5 milioni di euro, fa parte dei fondi stanziati sulla base del Memorandum d’intesa firmato tra Italia e Tunisia per il periodo 2017-2020. Questa iniziativa ha tra i suoi obiettivi quello di testare un modello innovativo di alimentazione scolastica, che prevede la creazione di cucine “centrali” in grado di produrre e distribuire pasti nutrienti e caldi per le scuole “satelliti”, che attualmente non hanno spazi e attrezzature adeguate a prepararli. Il progetto prevede anche la creazione di 30 orti scolastici in 20 scuole, che saranno curati e coltivati ​​da gruppi di sviluppo agricolo locale. Nel caso di Nadhour, il gruppo agricolo è esclusivamente composto da donne della comunità locale. I prodotti di questi orti contribuiranno così al fabbisogno alimentare della scuola, a sensibilizzare i bambini e gli insegnanti sull’alimentazione sana e al miglioramento del reddito delle donne che vivono in queste zone rurali.

La Rappresentante del PAM, Maria Lukyanova, ha dichiarato che “Continuando a fornire un pasto al giorno per i bambini mentre crescono, li incoraggiamo a rimanere a scuola e miglioriamo le possibilità di raggiungere buoni risultati scolastici. Il collegamento tra i piccoli agricoltori locali, compresi i gruppi di donne rurali, attraverso programmi di alimentazione scolastica, aiuta a sostenere l’economia rurale, garantendo la sostenibilità di questi programmi”.

Il Ministro dell’Educazione, Hatem Ben Salem, ha colto l’opportunità offerta dalla visita per osservare i risultati concreti della cooperazione bilaterale tra Italia e Tunisia e di quella multilaterale con il Programma alimentare mondiale, e per ringraziare i partner, sottolineando l’importanza del sostegno ricevuto e la volontà di proseguire su questa strada tracciata.

Iniziativa umanitaria in favore del Governatorato di Nabeul, dopo le inondazioni che hanno colpito la regione

Per far fronte all'emergenza a seguito delle inondazioni che hanno colpito la regione di Nabeul lo scorso settembre e in risposta alla richiesta delle autorità tunisine, la Cooperazione italiana ha inviato beni di prima necessità per un valore di circa 30 000 euro.

I prodotti sono stati consegnati alla Croissant Rouge di Nabeul il 7 novembre alla presenza di SE l'Ambasciatore d'Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara, la Governatrice di Nabeul, Salwa Khiari e il Rappresentante dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) in Tunisia, Flavio Lovisolo.

"Siamo sempre al fianco della Tunisia. E oggi a Nabeul stiamo aiutando una popolazione vittima di un disastro naturale. Confermiamo quindi l'amicizia e la solidarietà che legano i nostri due paesi. L'aiuto fornito oggi in Tunisia si aggiunge al finanziamento di 50.000 euro che la Cooperazione italiana ha messo a disposizione della Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa (FICROSS) per il Fondo creato per le calamità (DREF), per le attività di soccorso e di assistenza umanitaria svolte dall'organizzazione sul territorio tunisino, a beneficio della popolazione locale", ha dichiarato S.E. l'Ambasciatore d'Italia a Tunisi.

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L'Ambasciatore d'Italia Lorenzo Fanara durante la consegna degli aiuti

 

I giornalisti presenti alla cerimonia

 

 

 

 

Entra nel vivo il sostegno italiano per i comuni tunisini

Sono state avviate le prime attività del programma di sostegno alla decentralizzazione in Tunisia (PRODEC) finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

Con una visita presso il Governatorato di Sfax effettuata nell’ultima settimana di agosto, l’Ambasciatore  a Tunisi, Lorenzo Fanara, insieme ad una delegazione dell’AICS, ha incontrato i sindaci di 7 comuni che rientrano nella lista delle 31 municipalità beneficiarie del programma PRODEC. Tale visita si pone quindi in linea di continuità con l’evento risalente al giugno scorso, con cui l’Ambasciatore d’Italia aveva ricevuto presso la sua residenza tutti i sindaci coinvolti in quest’iniziativa, insieme al Ministro degli Affari Locali e al Rappresentante della Caisse des Prêts et de Soutien aux Collectivités Locales (CPSCL), ente esecutore dell’iniziativa. Come ribadito nel corso di quell’occasione, la delegazione italiana ha espresso l’intenzione di mantenere una finestra di dialogo costante con la controparte locale con l’obiettivo di approfondire il contesto territoriale, nonché di cogliere i bisogni espressi dai sindaci in merito alle loro priorità sociali e di sviluppo economico, con una particolare attenzione verso la realizzazione o la ristrutturazione degli uffici comunali e l’erogazione dei servizi di base per la popolazione.

I 7 comuni del Governatorato di Sfax (Hzag Ellouza, Ennasr, El Amra, Achech Boujarbou Auodhna Majel Darj, Aouabed Khezanet, Hajeb, Ennadhour Sidi Ali Belabed) oggetto della visita saranno beneficiari di circa 8,5 milioni di euro, su un totale di 25 milioni di euro a dono messi a disposizione dall’AICS per il programma PRODEC. Tale cifra verrà utilizzata per le spese di investimento nei prossimi tre anni, in particolare per la costruzione o ristrutturazione degli edifici amministrativi, l’acquisto di attrezzature (come i veicoli per la raccolta dei rifiuti), la realizzazione di progetti di prossimità (come le strade comunali, gli scoli per le acque pluviali, l’illuminazione stradale), di progetti di sviluppo delle attività produttive e commerciali e socio-culturali.

I beneficiari di quest’iniziativa saranno i sindaci, i rappresentanti eletti e il personale amministrativo delle municipalità coinvolte, a cui si aggiungono i cittadini che potranno accedere a servizi municipali migliorati.

L’iniziativa PRODEC rappresenta quindi il concreto impegno italiano nel supporto al processo di decentralizzazione perseguito dalle autorità tunisine e stabilito dalla Costituzione del 2014. Italia e Tunisia intendono cosi collaborare al fine di contribuire alla riduzione delle disparità tra regioni, migliorando l’accesso per i cittadini ai servizi di 31 comuni di recente creazione situati in 10 Governatorati del Paese.

 

 

Al via il seminario internazionale “Risorse fitogenetiche tunisine conservate e valorizzate per le generazioni future” nel quadro del programma di Cooperazione italo tunisino

La Banca Nazionale dei Geni (BNG) e il Centro internazionale di studi agronomici avanzati del Mediterraneo (CIHEAM-Bari) stanno organizzando un seminario internazionale intitolato "Risorse fitogenetiche tunisine conservate per le generazioni future" mercoledì 02 e giovedì 03 ottobre 2019 presso l'Hotel El Mouradi - Gammarth, Tunisi.

Questo seminario internazionale è organizzato nell'ambito del programma di cooperazione tecnica tunisino-italiano per la protezione dell'ambiente e più specificamente del progetto: "Risorse fitogenetiche tunisine conservate e valorizzate", con una durata prevista di 3 anni, finanziato dall' Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) per circa 1,3 milioni di euro, a beneficio della Banca Nazionale dei Geni (BNG), e realizzato dal Centro internazionale di studi agronomici avanzati del Mediterraneo (CIHEAM- Bari).

Questo evento è un'opportunità per avere una visione d'insieme della situazione mondiale delle risorse fitogenetiche e della biodiversità, attraverso le presentazioni di relatori internazionali e quindi evidenziare lo stato delle risorse genetiche vegetali tunisine in questo senso. Il seminario permetterà inoltre di presentare un'importante opportunità per riunire professori, ricercatori ed esperti nel campo delle risorse genetiche di varie specie (ulivi, cereali, alberi da frutto e legumi alimentari) per discutere delle innovazioni nelle risorse genetiche.

Il seminario internazionale si svolgerà con il patrocinio di Sua Eccellenza Mr. Mokhtar Hammami, Ministro degli Affari locali e dell'ambiente e alla presenza di Lorenzo Fanara, Ambasciatore italiano a Tunisi, di Besma Jbeli, Segretario di Stato presso il ministro degli Affari locali e dell'ambiente, di M'barek Ben Naceur, direttore generale della BNG , di Maurizio Raeli, direttore del CIHEAM Bari e di Mahmoud Elies Hamza, presidente IRESA.

Il seminario presenterà anche relatori di organizzazioni internazionali (FAO, IOC, ICARDA), nonché ricercatori e personale tecnico delle istituzioni tunisine e italiane.

Il seminario avrà una durata di due giorni consecutivi e riunirà circa 300 partecipanti di diverse parti interessate del settore agricolo tunisino e internazionale. Il seminario prenderà avvio con una sessione inaugurale moderata da relatori internazionali per focalizzare l'attenzione sulle risorse fitogenetiche e sulla biodiversità nel mondo. Successivamente, si svolgeranno quattro incontri tematici specifici sulle colture strategiche tunisine (ulivi, cereali, alberi da frutto e legumi alimentari) e vari temi relativi alla caratterizzazione, conservazione, salvaguardia, valorizzazione e certificazione sanitaria delle risorse genetiche e discusso.

Nel programma di questo evento, ci sarà anche una sessione di testimonianze di agricoltori, associazioni e gruppi coinvolti nella conservazione e valorizzazione delle varietà locali di olivi e cereali, che illustreranno le loro "esperienze di successo" . È inoltre previsto uno scambio di esperienze e know-how tra agricoltori di diversi governatorati.

 

Primo comitato direttivo del programma della cooperazione italiana destinato a 23 municipalità libiche.

Si è svolto il 18 novembre scorso a Tripoli il primo Comitato Direttivo dedicato al programma di “Rafforzamento delle capacità di gestione delle autorità libiche per migliorare i servizi di base”, finanziato con 3,5 milioni di euro della Direzione Generale per gli Affari Politici (DGAP) del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Presenti alla riunione tutte le principali istituzioni coinvolte nell’iniziativa: il Ministero libico della Governance locale (MoLG), la Commissione Centrale per le Elezioni dei Consigli municipali (CCMCE), l’Ambasciata italiana in Libia, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI).

Durante la riunione sono state definite le azioni da intraprendere nel prossimo periodo per avviare quanto prima le attività di formazione del personale delle municipalità target dando l’avvio ufficiale alla fase operativa delle attività di formazione e capacity building che entrerà così nel vivo nei prossimi mesi.

Quest’iniziativa, della durata prevista di due anni, si propone di assistere le municipalità libiche e dotare il loro personale di competenze e strumenti necessari per erogare servizi essenziali e di qualità ai cittadini secondo i principi di efficacia, economicità e trasparenza. L’iniziativa si inquadra infatti in una strategia per la “good governance” volta allo sviluppo di meccanismi di coordinamento e collaborazione tra le istituzioni locali, le autorità centrali e le organizzazioni della società civile.

Grazie al partenariato con ANCI si prevede di formare 70 funzionari libici sui servizi anagrafici, patrimoniali e di gestione del bilancio applicando la metodologia di formazione di formatori, oltre alla fornitura di equipaggiamenti software e hardware, necessari per il buon funzionamento degli uffici pubblici.

“La condivisione di esperienze e buone prassi tra le Municipalità libiche e quelle italiane costituirà elemento chiave per il successo dell’iniziativa. Gli ottomila Comuni italiani, rappresentati da ANCI, costituiscono il tessuto connettivo del nostro paese e sono serbatoio secolare di conoscenze ed esperienze organizzative direttamente sviluppate dai cittadini, consolidate attraverso processi di partecipazione diretta.

Questo programma rientra nel solco delle attività che Libia e Italia portano avanti in diversi settori della pubblica amministrazione a livello locale, a partire dal “Ponte della Solidarietà” incentrato sulla consegna di aiuti di emergenza alle Municipalità libiche e il programma in corso finanziato dall’Unione Europea attraverso il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa (EUTF) del valore di 50 milioni di euro, di cui AICS come partner principale è responsabile della gestione di 22 milioni di euro.

La nostra priorità è quella di sostenere le istituzioni libiche in questa fase di transizione grazie al rafforzamento delle competenze del personale della pubblica amministrazione e al miglioramento dei servizi pubblici erogati ai cittadini.”, ha dichiarato l’Ambasciatore Buccino a margine della riunione.

 

 

 

Apertura del primo centro prescolare per l’infanzia a Kairouan

Haffouz, Kairouan - 27 novembre 2019: il Ministero degli affari sociali insieme ai suoi partner ha inaugurato il primo centro di riferimento per i servizi per la prima infanzia a Kairouan che seguirà i nuovi standard stabiliti dal governo tunisino. Questo centro ospiterà 120 bambini dai 3 ai 6 anni provenienti dalla regione. Il centro servirà anche come formazione per futuri educatori della scuola materna e offrirà anche sessioni di educazione destinate ai genitori.

Investire nell'istruzione prescolare è un fattore chiave per lo sviluppo delle competenze di ogni ragazza e ogni ragazzo. In Tunisia, il 49% dei bambini di età compresa tra 3 e 6 anni, in particolare i bambini provenienti dalle zone rurali non beneficia dei programmi della prima infanzia. Durante la cerimonia di inaugurazione, Mohamed Khouini, Presidente dell'Unione Tunisina di Solidarietà Sociale (UTSS) ha espresso il piacere di vedere come il centro di Haffouz sia nato grazie agli sforzi di tutti e che i bambini beneficiano già dei servizi di qualità che il centro può  offrire.

Si tratta di uno stimolo per il governo e i suoi partner per replicare questo modello in altre regioni con l'obiettivo di ridurre le disuguaglianze in questo settore. L'UTSS continuerà a supportare questo tipo di strutture per promuovere l'accesso dei bambini delle famiglie svantaggiate in centri di qualità della prima infanzia.

"Il Centro che apriamo oggi servirà da modello replicabile dell'educazione di qualità della prima infanzia. L'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo ha contribuito con a circa 4,6 milioni di euro, per la realizzazione di questo programma dedicato all'educazione di qualità in Tunisia e che ha anche pianificato la realizzazione di altri centri di riferimento per la prima infanzia in diversi governatorati: Jendouba e Tunisi, per garantire un ambiente migliore ai bambini, per ridurre i tassi di abbandono, per promuovere una migliore istruzione e un ambiente di lavoro di qualità per insegnanti e personale responsabile per l'anno preparatorio. Ciò è stato reso possibile grazie all'impegno dei nostri partner istituzionali: il Ministero delle donne, della famiglia, dell'infanzia, il Ministero dell'Istruzione, il Ministero degli affari sociali, l'Unione tunisina di solidarietà sociale e l'UNICEF ", ha dichiarato il Rappresentante dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo Sviluppo.

Sophie Vanhaeverbeke, capo della delegazione dell'Unione europea, ha sottolineato che "questo centro di riferimento che può ospitare fino a 120 bambini di età compresa tra 3 e 6 anni, contribuirà a migliorare la qualità dell'ambiente scolastico e dell'apprendimento. Questo centro e gli altri che ispirerà, è aperto a una nuova generazione di bambini che, forse, saranno i leader di la Tunisia di domani, o almeno, ne sono certa, cittadini illuminati, impegnati e rispettosi".

Lila Pieters, rappresentante dell'UNICEF in Tunisia, ha dichiarato: "Questo centro di riferimento offre programmi di qualità per la prima infanzia per ogni ragazza e ragazzo dai 3 ai 6 anni ed è il risultato di un partenariato tra diversi ministeri, società civile, settore privato e partner tecnici e finanziari e l'UNICEF. Dopo quattro anni di preparazione logistica e pedagogica, oggi siamo riuniti per vedere il risultato di questo investimento nell'attuazione di standard pedagogici, di sviluppo e di scambio per i bambini dai 5 ai 6 anni nonché lo sviluppo delle capacità per gli educatori della prima infanzia. "

 

Tutto quello che abbiamo fatto nel 2019

Il 2019 in via di conclusione ha rappresentato un passaggio importante nella storia della Cooperazione allo sviluppo tra Tunisia ed Italia e, per questo motivo, risulta importante effettuare una riflessione sugli importanti traguardi raggiunti nel corso dell’anno.

Tra i diversi episodi rilevanti, un posto privilegiato deve essere senza dubbio assegnato al primo vertice intergovernativo tra Italia e Tunisia, svoltosi a Tunisi il 30 aprile 2019 che, oltre a rafforzare lo storico legame di amicizia tra questi due Paesi, ha avuto come principale risultato la firma di tre importanti accordi di cooperazione allo sviluppo, per un totale di 75 milioni di euro. Tra questi, è stato siglato un accordo di conversione del debito tunisino per un totale di 25 milioni di euro. Una cifra che si va a sommare ad un precedente analogo accordo, che in aggiunta al nuovo, porta a 50 milioni di euro le risorse che a partire dal debito saranno riconvertite in programmi di pubblico interesse per la Tunisia.

Il secondo programma sottoscritto ha coinvolto poi il settore dell’educazione di base, proponendosi di migliorare le condizioni della vita scolastica di circa 66000 studenti, di 4000 insegnanti e di operatori scolastici in 260 scuole primarie, con un contributo di 25 milioni di euro a credito d’aiuto.

Infine, il terzo ambito d’intervento coinvolto dagli accordi sottoscritti durante il vertice è stata la decentralizzazione, asse prioritario della Cooperazione italo tunisina all’interno del Memorandum 2017-2020. Questo programma intende migliorare l’accesso per i servizi di base in 31 municipalità di recente creazione, suddivise in 10 Governatorati tunisini. Questa iniziativa, che prevede un finanziamento italiano a dono di 25 milioni di euro, rientra nella strategia di decentralizzazione enunciata all’interno della Costituzione tunisina del 2014 e della strategia volta alla creazione di nuovi comuni su tutto il territorio nazionale, messa in atto dal Governo tunisino al fine di ridurre le diseguaglianze tra le regioni.

Occorre poi ricordare che un altro importante programma di cooperazione, per un totale di 57 milioni di euro, è stato sottoscritto poco prima di questo vertice, nel marzo 2019. Si tratta di un’iniziativa volta al finanziamento degli investimenti nel settore privato e in particolare per l’agricoltura e l’economia sociale e solidale. Tale programma verrà realizzato attraverso la concessione di linee di credito a tasso agevolato per gli imprenditori tunisini, erogate attraverso i circuiti bancari locali. Si tratta della prima operazione in cui viene coinvolta direttamente la Cassa Depositi e Prestiti italiana, che contribuisce al programma con un finanziamento di 20 milioni di euro.

Parallelamente agli accordi sottoscritti in quell’occasione, la sede AICS di Tunisi ha proseguito la gestione dei programmi di cooperazione italo tunisina nei settori d’interesse del Memorandum 2017/2020 e in quelli risalenti ad accordi precedenti.

Possiamo quindi ricordare l’impegno per l’inclusione sociale ed economica dei giovani tunisini più vulnerabili e in particolare il progetto PINSEC, realizzato dall’ONG italiana CIES con il contributo della Cooperazione italiana. Quest’iniziativa, entrata quest’anno nella sua fase finale, ha permesso la creazione di un Hub, nella periferia ovest di Tunisi, dedicato alla formazione del personale municipale tunisino e all’assistenza dei giovani vulnerabili del Governatorato di Gran Tunis. Questa struttura ha permesso quindi ai giovani beneficiari di intraprendere un percorso di crescita che ha avuto come risultato l’organizzazione di una fiera del lavoro per favorire l’incontro tra la domanda di giovani non occupati e l’offerta da parte delle aziende, per un totale di circa 300 giovani coinvolti.

Sempre nell’ambito dell’inclusione sociale ed economica dei giovani, prosegue poi il progetto realizzato da UNOPS nel sud della Tunisia e più precisamente nei Governatorati di Médenine e Tataouine. Un’iniziativa che ha permesso fino ad oggi l’avvio di circa 80 microimprese, di cui il 40% gestite da donne. Si prevede che queste attività potranno generare 125 posti di lavoro diretti, di cui 75 a Medenine e 50 a Tataouine, a cui si aggiungeranno 150 posti di lavoro indiretti che parteciperanno alle dinamiche economiche della Regione. La Cooperazione italiana intende contribuire, attraverso questa iniziativa, alla creazione di un ambiente socioeconomico che possa aiutare le nuove generazioni a realizzare le loro aspirazioni.

Tra i settori prioritari parte del Memorandum 2017/2020 rientrava anche l’educazione, considerata come catalizzatore per lo sviluppo delle nuove generazioni e quindi del futuro del Paese. In quest’ambito proseguono i programmi che l’AICS finanzia sul canale multilaterale, attraverso le agenzie delle Nazioni Unite, come il Programma Alimentare Mondiale (PAM) e l’UNICEF. Il PAM sta portando avanti un’iniziativa che, in accordo con il Ministero nazionale dell’Educazione, intende creare un nuovo modello centralizzato di cantine scolastiche, in grado di fornire cibo adeguato anche in quelle scuole rurali che non riuscirebbero da sole a sopperire a questo servizio.

UNICEF, da parte sua, sta realizzando due progetti volti a ridurre il tasso di abbandono scolastico e a migliorare la qualità dell’ambiente e dei servizi offerti dalle scuole. In quest’ambito bisogna segnalare l’inaugurazione dei nuovi centri per l’infanzia a Tunisi, Kairouan e Jendouba. Si tratta di strutture di alta qualità atte ad ospitare oltre 100 bambini ciascuna, dai 3 ai 6 anni. Questi centri serviranno anche come formazione per futuri educatori della scuola materna e potranno offrire anche sessioni di educazione destinate ai genitori.

Si segnala infine che nel marzo 2019 è stato ufficialmente inaugurato al pubblico il Presbiterio di Santa Croce, situato nella Medina di Tunisi, per l’esposizione di una mostra di quadri permanente della collezione della Municipalità. Si tratta di un edificio riabilitato grazie ad un finanziamento della Cooperazione italiana con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico locale come vettore di sviluppo della città. Nell’ambito dello stesso intervento, bisogna poi sottolineare come lo scorso novembre 2019 hanno avuto inizio i lavori di ristrutturazione che interesseranno la Chiesa, che andranno cosi a completare l’intero intervento.

L'anno appena trascorso ha segnato infine l’inizio e il consolidamento del primo programma di cooperazione delegato dall’Unione Europea ad AICS. Si chiama “Recovery, Stability and Socio-economic Development in Libya”, e prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro del Fondo Fiduciario dell’Unione Europa (EU Trust Fund) per il rafforzamento dei servizi di base nei settori sanitario, educativo e idrico-igienico (WASH) in 24 municipalità libiche dislocate lungo le principali rotte migratorie. In questo quadro, AICS gestisce 22 milioni di euro, e svolge il ruolo di capofila nel coordinamento ed esecuzione dell’iniziativa, che viene realizzata al fianco di due agenzie delle Nazioni Unite: UNDP (18 milioni) e UNICEF (22 milioni).

Grazie al lavoro di una squadra dedicata, la cosiddetta Programme Management Unit (PMU), unità di gestione prevista dall’architettura dei programmi di cooperazione delegata, il 2019 ha segnato tre importanti risultati: la costituzione e consolidamento degli organi di governo (Technical Secretariat, Technical Committee e Steering Committee, all’interno dei quali AICS svolge un importante ruolo di coordinamento); la definizione di oltre 100 interventi specifici nelle municipalità in target, frutto di un minuzioso processo di consultazione con le autorità e il personale tecnico locale, attori fondamentali nell’identificazione dei bisogni prioritari delle comunità di riferimento; e infine il lancio di tre bandi (Call for Proposals) per ONG internazionali esperte e qualificate, da selezionare quali partner di AICS nella realizzazione degli interventi sul campo. Un ruolo importante, all’interno del programma, è stato dato alla comunicazione, con la messa a punto di una strategia coordinata in cui AICS, UE, UNDP e UNICEF lavorano al fianco degli addetti stampa delle municipalità libiche coperte dal programma, per restituire un’informazione puntale e inclusiva sui servizi di base in target.

Gli interventi inizieranno a prendere forma nel 2020 e prevedono, oltre a circoscritti lavori di riabilitazione e ampliamento di ospedali e cliniche mediche, scuole e strutture educative, un sostanziale impegno nella fornitura di attrezzature e strumentazioni mediche specializzate, sistemi idrici, generatori di energia e analoghi servizi di base il cui accesso sarà garantito a tutti i membri delle comunità. Parallelamente, si intensificherà il lavoro al fianco del personale tecnico locale affinché tali interventi non rimangano fini a sé stessi ma favoriscano uno sviluppo.

La Tunisia e l’Italia sostengono la transizione democratica rafforzando la qualità dei servizi locali

La Tunisia e l'Italia sostengono la transizione democratica rafforzando la qualità dei servizi locali.

Questo è il messaggio lanciato durante l'inaugurazione del seminario di formazione organizzato presso l'Hotel Mahdia Palace e rivolto ai presidenti e ai segretari generali di 31 nuovi comuni. La cerimonia di apertura si è svolta alla presenza di S.E, il ministro degli Affari locali, Mokhtar Hammami e del direttore della Cassa Prestiti e Sostegno agli enti locali (CPSCL), Sami Mekki. Al seminario erano presenti anche rappresentanti della sede di Tunisi dell'Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

Questo seminario fa parte di un progetto finanziato dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) per un importo totale a dono di 25 milioni di euro. Questa cifra sarà nella disponibilità dei Comuni attraverso la CPSCL, che garantirà il monitoraggio tecnico e finanziario del progetto.

Il seminario rappresenta un momento di formazione per il personale municipale che deve consentire a questo di disporre degli strumenti necessari per realizzare i progetti identificati nell'ambito dei Programmi di Investimento Locali 2020-2022. Oltre agli stanziamenti per le spese di investimento, il programma italiano di sostegno al decentramento a livello comunale prevede anche una componente di assistenza tecnica e accompagnamento che si svolgerà attraverso due assi:

  1. Un corso di formazione di due anni dedicato a tre aspetti gestionali, vale a dire la parte finanziaria, amministrativa e tecnica. Questa formazione sarà gestita dal Centro di formazione e supporto alla decentralizzazione (CFAD).
  2. Un supporto destinato agli uffici di progettazione tunisini incaricati dal CPSCL che garantirà il monitoraggio tecnico e finanziario del lavoro nei comuni coinvolti.

Nell'ambito del summenzionato Piano di investimenti locali, i Comuni hanno pianificato la costruzione e la ristrutturazione di edifici amministrativi, l'acquisto di veicoli destinati alla raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade, nonché la realizzazione di numerosi progetti di prossimità come illuminazione pubblica, la riqualificazione di strade comunali, la costruzione di impianti sportivi e spazi verdi.

 

 

 

20 animatori sociali formati nell’ambito di un progetto della Cooperazione italiana

Nell'ambito del progetto PINSEC, progetto di cooperazione finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il Centro per l'educazione all'informazione e allo sviluppo (CIES) insieme all'Unione tunisina di solidarietà sociale (UTSS) e tutti i loro partner locali e internazionali annunciano l'inizio della terza edizione della formazione destinata agli animatori tra gli operatori sociali delle organizzazioni della società civile e delle autorità locali.

Questa sessione di formazione di cinque giorni ha preso il via lunedì 9 marzo 2020 presso l'Hub Dar El Ourabi situato nella Manouba di Tunisi e proseguirà fino al il 13 dello stesso mese, nel centro giovanile di Ibn Kholdoun nel Governatorato di Tunisi.

Si tratta di un'iniziativa organizzata con lo scopo di migliorare le competenze e le capacità degli educatori e degli assistenti sociali sulla partecipazione della comunità e l'importanza della mobilitazione sociale.
Al termine di questa settimana di formazione, una campagna di sensibilizzazione sulla migrazione e l'inclusione socio-economica, attraverso l'arte, sarà sviluppata e attuata dai partecipanti nei vari governatorati della Grande Tunisi. .

Questa formazione ha riunito 20 partecipanti che appartengono ai centri giovanili della Grande Tunisi e alle ONG nazionali e regionali.

I formatori hanno scelto di optare per una metodologia partecipativa al fine di garantire lo svolgimento di tutte le parti del programma, vale a dire: la presentazione dei principi di base dell'animazione, le tecniche di animazione, la pianificazione creativa con tempo riservato per arricchimento delle conoscenze dei facilitatori per quanto riguarda il campo della migrazione e i principali attori della migrazione in Tunisia.

Pertanto, al termine della formazione, i partecipanti hanno ricevuto un certificato di partecipazione per iniziare la preparazione delle varie azioni della campagna di sensibilizzazione che si svolgerà nei prossimi mesi.

 

 

 

 

RESTART: Economia sociale e micro imprenditoria per giovani di 5 regioni tunisine.

“Occorre un cambiamento culturale rispetto alla percezione dell’economia solidale”

è il messaggio che esce forte e chiaro dall’evento di lancio del progetto “Restart - Riqualificazione Ecologica e Sociale dei Territori Attraverso il Rilancio dell’imprenditoria giovanile in Tunisia” che si è tenuto lo scorso venerdì 21 febbraio a Tunisi.

L’incontro, ospitato dal CITET (Centre International des Technologies de l'Environnement de Tunis), è stato l’occasione per una riflessione congiunta sulle sfide dell’Economia Sociale e Solidale (ESS) nel paese, prima fra tutti la necessità di dimostrare nel concreto le sue potenzialità come alternativa economica reale e come fattore di vero sviluppo territoriale grazie all’integrazione delle dimensioni di sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Un processo che deve coinvolgere le comunità, i produttori, i consumatori, gli operatori finanziari, i consulenti d’impresa pubblici e privati, le istituzioni e le autorità locali.

Proprio a questi obiettivi intende rispondere il progetto Restart e di questo si è discusso durante i due panel intorno a cui si è articolata la giornata dopo i saluti di Faouzi Hammoudi del CITET, Najet Galaoui di ANETI  (Agence nationale pour l’emploi et le travail indépendant) e Vittoria Longato, AICS Tunisi: “Economia Sociale e Solidale e imprenditoria giovanile” e “Riqualificazione, valorizzazione territoriale e innovazione”.

L’ESS in Tunisia, in realtà, attraversa una congiuntura storica favorevole:

è stata infatti depositata in parlamento la proposta di legge quadro che regolerà il settore e si stanno attivando delle linee di credito dedicate, come il Programma di sostegno al settore privato e all’inclusione finanziaria in Tunisia nei settori dell’agricoltura e dell’economia sociale e solidale (PRASOC) cofinanziato da AICS e Cassa Depositi e Prestiti.

“Adesso è importante che ci sia un coinvolgimento diretto dal basso di tutti gli attori”, come ha ricordato Nacyb Allouchi dell’Associazione Rayhana e che “le istituzioni finanziarie sviluppino prodotti e servizi adatti per rispondere alle esigenze di promozione dell’ESS dato che l’attuale progetto di legge non prevede strumenti di finanziamento” come chiarito da Naouel Jabbes di NEXUS.

Nonostante tutto infatti, l’ESS resta in gran parte nell’informalità, in assenza di strumenti normativi specifici e di meccanismi concreti che permettano la sua emersione e formalizzazione.  Un passaggio fondamentale che significherebbe un cambiamento del tessuto economico sociale in toto: “Sviluppare l’ESS in Tunisia – ha detto Alessia Tibollo di COSPE - vuol dire trovare risposte a quelle fratture che sono all’origine della stessa rivoluzione: il divario centro-periferia, l’alienazione e disoccupazione giovanile, la lotta al sistema patriarcale e l’emancipazione delle donne. L’ESS non è solo fare economia ma significa far crescere i nostri territori in modo sano, inclusivo e sostenibile, creando delle alleanze su scala locale e internazionale. Per questo COSPE dal 2013 lavora in Tunisia per accompagnare la costruzione di poli territoriali e filiere locali corte e di qualità”.

D’accordo anche Debora Giorgi di DIDA, Dipartimento di architettura dell’Università di Firenze: “Bisogna promuovere un approccio collaborativo ed eco sistemico, coinvolgendo attori economici, associazioni, statali, amministrativi. Solo attraverso la concertazione possiamo arrivare all’obiettivo” e Dorra Jamai di CEFA che ha ribadito che “per parlare di sostenibilità bisogna partire dai territori e dare valore agli attori locali”.

Il sostegno alla Tunisia per favorire un processo di inclusione finanziaria dei giovani e creazione di nuove opportunità lavorative è una delle priorità dell’azione della Cooperazione italiana. L’Economia Sociale e Solidale può rappresentare in questo senso un settore innovativo, in grado di coniugare la valorizzazione del territorio e dei prodotti locali con la necessità di creare nuovi posti di lavoro. L’iniziativa RESTART è in perfetta sinergia con altre iniziative della Cooperazione italiana, come il nuovo programma PRASOC che include peraltro due linee di credito di cui una dedicata all’ESS.

ha dichiarato la rappresentante AICS a margine dell’inaugurazione.

Dal prossimo 3 marzo partiranno gli eventi di lancio nei governatorati coinvolti (Gabes, Jendouba, Mahdia, Sidi Bouzid e Sousse) e saranno anche l’occasione per presentare il primo bando per la raccolta di idee di impresa innovative all’insegna delle parole d’ordine uscite dal primo convegno:  sostenibilità sociale e ambientale, cambiamento culturale, costruzione di meccanismi di fiducia, inclusione finanziaria, importanza delle reti territoriali, nazionali e internazionali, necessità di fare rete.

Il progetto:

Il progetto “Restart - Riqualificazione Ecologica e Sociale dei Territori Attraverso il Rilancio dell’imprenditoria giovanile in Tunisia” ha una durata di 36 mesi ed è cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

RESTART promuove lo sviluppo economico sostenibile in Tunisia e il sostegno alla micro-imprenditoria e favorisce l’empowerment socio-economico dei giovani attraverso la creazione di almeno 50 imprese sociali ecosostenibili giovanili vocate alla valorizzazione e riqualificazione territoriale di 5 regioni della Tunisia.

Il progetto sostiene lo sviluppo di competenze giovanili per la creazione d’imprese sociali ed ecologiche, lo sviluppo di un eco-sistema di servizi adeguati per l’accompagnamento e il finanziamento dell’imprenditoria giovanile e le sinergie tra imprese sociali, istituzioni ed enti locali.

RESTART parte dalla volontà di COSPE, CEFA e NEXUS tre ONG italiane in Tunisia, di mettere a sistema le loro consolidate esperienze sul sostegno all’impresa sociale e all’economia sociale e solidale capitalizzando la rete di relazioni locali e le capacità d’intervento capillare e diffuso in regioni strategiche del nord, centro e sud del Paese.  I partner locali sono : CitESS Sidi Bouzid e CitESS Mahdia, l’Associazione Rayhana di Jendouba, Gabes Action e l’ISBAS/Espace 4C. Un insieme di partner tecnici italo-tunisini offriranno un apporto mirato su ideazione, creazione e gestione d’impresa (ANETI), innovazione tecnologica, impatto ambientale e supporto allo sviluppo di partenariati pubblico-privati – PPP (CITET), monitoraggio dell’impatto delle imprese, finanza solidale, assistenza tecnica per operatori finanziari e non finanziari (Associazione Microfinanza e Sviluppo) e sviluppo  di servizi e prodotti per la riqualificazione territoriale (DIDA).