L’AICS a Tripoli per l’evento di lancio della Fase 2 del programma di cooperazione delegata Baladiyati, finanziato dall’Unione Europea

03/11/2021

Oggi, presso l’hotel El Andalous di Tripoli, si è tenuto l’evento di lancio della Fase 2 del programma di cooperazione delegata “Recovery, Stability and Socio-Economic Development in Libya – Baladiyati, eseguito dall’AICS in coordinamento con UNDP e UNICEF grazie ai fondi dell’Unione Europea (EU Trust Fund for Africa).

Su iniziativa del Ministero della Governance Locale (MoLG), l’evento ha costituito un’occasione di incontro tra il MoLG, l’Unione Europea, le tre agenzie esecutrici del programma e i sindaci delle quindici municipalità nel sud della Libia indentificate per gli interventi della Fase 2 di Baladiyati.

La giornata si è aperta coi saluti istituzionali del Vicepresidente del Consiglio Presidenziale, Al Koni, e del MoLG nella persona del Ministro, Badr Eldin Sadig Altoumi, del Ministro della Pianificazione, Faker Bogarna, dell’Ambasciatore dell’Unione Europea in Libia, José Antonio Sabadell, dell’Ambasciatore Italiano in Libia, Giuseppe Buccino, del Titolare della Sede AICS di Tunisi, Andrea Senatori, del Resident Representative per la Libia di UNDP, Marc-André Franche, dell’Acting Special Representative per la Libia di UNICEF, Mr.Khaldoun Shakkour e infine di un rappresentante dei sindaci delle quattordici municipalità.

Ai saluti istituzionali è seguita una sessione dedicata ad illustrare gli obiettivi generali del programma, i settori e le aree geografiche di intervento, condotta dai rappresentanti delle unità tecniche di AICS, UNDP e UNICEF.

Il programma Baladiyati ha preso avvio nell’ottobre 2018 grazie a un primo finanziamento di 50 milioni di euro di fondi comunitari (Baladiyati Fase 1), che hanno permesso all’AICS (agenzia assegnataria di 22 milioni di euro), UNDP (18 milioni di euro) e UNICEF (10 milioni di euro) di realizzare oltre 200 interventi prioritari nei settori dell’istruzione, della sanità e dell’igiene pubblica (WASH), operando in 27 municipalità libiche dislocate in tutto il Paese.

Con la Fase 2, cominciata ufficialmente lo scorso giugno, l’Unione Europea attribuisce alle stesse agenzie esecutrici un ulteriore contributo di 26.2 milioni di euro (AICS: 16 milioni, UNDP: 6.1 milioni, UNICEF: 4.1milioni), per sostenere 15 municipalità nel Sud della Libia, una regione caratterizzata da dinamiche socioeconomiche, istituzionali e securitarie particolarmente complesse.

Nella Fase 2 di Baladiyati, l’AICS interverrà nel rafforzamento dei servizi di base nei settori dell’istruzione e WASH in continuità con la Fase 1, nel settore agro-alimentare, a sostegno delle attività produttive delle famiglie più vulnerabili e delle produzioni locali e nel settore dell’energia rinnovabile.

 

Ulteriori risorse:

Sei strutture sanitarie chiave nei distretti libici di Ghat e Zawyia vengono potenziate grazie ai fondi dell’Unione Europea

Tripoli, 29 novembre 2021

Oggi, a Tripoli, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS ha celebrato la chiusura del progetto di riabilitazione di sei strutture sanitarie nei distretti libici di Ghat e Zawyia. Seppure distanti sulla cartina geografica – il Distretto di Ghat è situato nell’estremo sud-ovest della Libia lungo il confine con l’Algeria, mentre Zawyia si trova a poche decine di chilometri da Tripoli – queste due regioni hanno condiviso a lungo la condizione di generalizzata precarietà dell’offerta sanitaria pubblica e l’urgenza di un’azione mirata e risolutiva.

Un contributo sostanziale è arrivato dall’AICS, che grazie ai fondi dell’Unione Europea (EU Trust Fund for Africa), ha lavorato insieme alle Organizzazioni Non Governative (ONG) Helpcode e Organization of Development Pioneers (ODP) per restituire alla comunità delle cliniche più efficienti. Queste ultime, infatti, sono state potenziate dal punto di vista infrastrutturale, col rifacimento e la messa a punto dei sistemi idrico ed elettrico; dal punto di vista operativo, con la fornitura di moderne strumentazioni, e in termini di know-how, mediante la formazione specializzata del personale medico e paramedico.

Intervenendo a supporto di un diritto fondamentale delle comunità, il diritto alla salute, questo risultato contribuisce ad alleviare le preoccupazioni e le sofferenze di migliaia di pazienti in condizione di necessità, garantendo a tutti un servizio sanitario più completo e tempestivo.

Il rafforzamento del sistema sanitario è tra gli obiettivi prioritari dell’impegno dell’AICS in Libia, nonché il cuore del programma di cooperazione delegata Baladiyati (“La mia municipalità”): quest’ultimo, grazie ai fondi dell’Unione Europea, ha permesso all’AICS di realizzare oltre 100 interventi mirati a garantire un accesso inclusivo ai servizi di base in 27 municipalità dislocate in tutto il Paese.

Nota: le strutture sanitarie oggetto degli interventi sono: il Ghat Health Center, la Awainat Health Facility e la Tahala Health Facility, nella regione di Ghat; Abu Sorrah Village Hospital a Zawyia Centro; Al Harsha Health Centre a Zawyia Ovest; Bir al Ghanam Village Hospital a Zawyia Sud.

 

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Background:

Il programma “Recovery, Stability and Socio-economic Development in Libya – Baladiyati” prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro del Fondo Fiduciario dell’Unione Europa (EU Trust Fund) per l’esecuzione di oltre 200 interventi mirati a rafforzare i servizi di base nei settori sanitario, educativo e idrico-igienico (WASH) in 27 municipalità libiche dislocate lungo le principali rotte migratorie. In questo quadro, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS gestisce 22 milioni di euro e svolge il ruolo di capofila nel coordinamento del programma, che viene realizzato al fianco delle agenzie delle Nazioni Unite UNDP (18 milioni) e UNICEF (10 milioni).

“Ma lo sanno che sono cieca?” La nuova vita di Heba ad Ajdabiya

Quando Heba Mohmoud ha saputo di essere stata selezionata per un corso di formazione sul diritto alla salute, offerto dall’organizzazione non governativa (ONG) ACTED in coordinamento con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), continuava a ripetere: “Ma lo sanno che sono cieca?”.

Nata con una malattia che le ha causato la perdita della vista quand’era molto piccola, oggi Heba lavora come terapista psicosociale in una clinica di Ajdabiya, una delle città della Cirenaica coinvolte negli interventi del programma di cooperazione Delegata Baladiyati, finanziato dall’Unione Europea ed eseguito sul terreno dall’AICS.

I percorsi di formazione (cosiddetti “training of trainers”, ToT) offerti dal programma hanno permesso a Heba e agli altri partecipanti di approfondire la conoscenza del sistema giuridico internazionale sulla salute: come adempiere e tutelare il diritto universale alle cure mediche.

Fin dal tempo degli studi, Heba ha dovuto affrontare molte sfide a causa della disfunzione alla vista. Quand’era bambina, ha lasciato Ajdabyia per frequentare una scuola per non vedenti a Benghazi, separandosi dalla famiglia che rincontrava ogni tanto nei fine settimana. Nel 2011, quando le tensioni politiche hanno scosso il Paese, Heba ha fatto ritorno ad Ajdabyia, un’esperienza che descrive come “riiniziare da zero”.

“Quando sono andata a iscrivermi alla facoltà di psicologia ad Ajdabyia, mi sono sentita dire che le persone cieche frequentavano i corsi di inglese, arabo o gli studi islamici. Ero la prima non vedente a scegliere psicologia: mi diedero tre mesi di prova per dimostrare di avere le abilità per seguire il corso. Non è stato facile ma nel 2017 mi sono laureata in psicologia”.

La selezione per i ToT organizzati dall’AICS insieme ad ACTED è stata una sorpresa per Heba. “Temevo ci fosse stato un errore e che sarei stata esclusa non appena avessero saputo che sono cieca. Invece l’imparzialità è davvero tra i valori di questo programma, non sono solo parole. La formazione è stata veramente importante per me, e credo sia stata un’opportunità anche per gli altri partecipanti, che si sono trovati a interagire con una persona non vedente. Sono felice di aver preso parte a questa iniziativa”.

Nel tempo libero dal lavoro, oggi Heba fa la volontaria in una scuola per non vedenti. “Il mio obiettivo è anzitutto quello di sostenere altre persone non vedenti perché non demordano di fronte ai propri diritti fondamentali, tra cui anzitutto quello all’educazione. E poi vorrei che la mia esperienza diventasse un messaggio: vorrei che tutti sapessero che l’unica differenza nel processo di apprendimento tra una persona cosiddetta “normodotata” e una persona non vedente è nelle modalità. Sapete, per imparare, non è indispensabile la vista quando si sanno usare gli altri sensi”.

 

La storia di Heba è stata scritta da AICS grazie a una testimonianza raccolta da ACTED nel quadro  del programma di cooperazione Delegata “Baladiyati”, finanziato dall’Unione Europea e realizzato da AICS in partenariato con UNDP e UNICEF con l’obiettivo di rafforzare i servizi di base in 27 municipalità in Libia.Nello specifico, ACTED ha lavorato nell’ambito di un progetto gestito da AICS per migliorare l’accesso al sistema sanitario da parte delle comunità locali, con un’attenzione particolare ai gruppi più vulnerabili. Gli interventi realizzati prevedono la riabilitazione di strutture mediche primarie, la fornitura di strumentazioni mediche prioritarie, l’offerta di percorsi formativi per rafforzare le competenze del personale medico e paramedico e campagne di informazione e sensibilizzazione presso le comunità locali.

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