Un caro saluto

Cari lettori, colleghi ed amici,

tra pochi giorni termino il mio incarico presso la sede di Tunisi ed anche, come forse sapete, il mio lavoro presso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
Vado in pensione dopo quarant’anni di lavoro nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e gli ultimi trenta trascorsi prima con la Direzione Generale  per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) e poi con AICS.  Sono contento di aver concluso questo lungo percorso professionale in Tunisia, un paese che sicuramente mi resterà nel cuore e che in questi quattro anni di lavoro mi ha dato molto.

Sono arrivato a Tunisi alla vigilia della conferenza Tunisia 2020 nel novembre 2016 e subito dopo, nel febbraio 2017, abbiamo potuto firmare il Memorandum per la Cooperazione allo sviluppo tra Italia e Tunisia. Un Memorandum che teneva conto delle indicazioni di Tunisia 2020, dava continuità a quanto realizzato in passato per le piccole e medie imprese tunisine e per il settore educazione ma che apriva anche a nuove prospettive, come il sostegno al settore agricolo attraverso l’apertura di una nuova linea di credito e la possibilità di finanziare imprese sociali nell’ambito della nuova legge per l’economia sociale e solidale, a cui la Cooperazione italiana ha contribuito insieme ad altri donatori con attività di assistenza tecnica.  Abbiamo anche sostenuto il processo di decentralizzazione già previsto dalla recente costituzione tunisina e rafforzato le capacità di governance sia a livello centrale che locale con progetti realizzati dalle Nazioni Unite, dal CIHEAM, collaborando con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), con autonomie locali italiane e tunisine  o direttamente finanziando l’amministrazione tunisina.

Le attività che abbiamo intrapreso in questi ultimi anni sono state anche caratterizzate dal forte legame con quanto realizzato dall’Unione europea in Tunisia e tale collaborazione è stata poi concretizzata attraverso un importante finanziamento che la UE ci ha affidato e che è complementare a quanto da noi già messo a punto per sostenere lo sviluppo del settore agricolo.

La sede AICS di Tunisi ha anche una competenza regionale ed in questi anni si è cercato di dare continuità ai progetti ancora in corso in Marocco e in Algeria e si sono avviate e sviluppate iniziative di cooperazione per far fronte alla crisi libica, realizzando interventi di emergenza e di stabilizzazione anche attraverso finanziamenti e programmi che la Cooperazione italiana ha gestito per conto dell’Unione Europea. Tutto questo si è potuto realizzare grazie all’intesa che abbiamo avuto con le Ambasciate a Tunisi, Tripoli, Algeri e Rabat e all’impegno di tutti coloro che hanno lavorato nei nostri uffici con grande competenza e dedizione, ma soprattutto con la consapevolezza che il nostro lavoro ha sempre una ragione in più per essere fatto e che tale ragione dà un senso particolare a ciò che facciamo.

Ho incominciato il mio lungo percorso professionale lavorando con una ONG in un campo profughi in Somalia nel 1981 e da questa iniziale esperienza ho sempre cercato di collaborare e di lavorare con particolare attenzione con le ONG e le organizzazione della società civile (OSC), consapevole che attraverso il loro lavoro si potesse rafforzare la società civile locale ed intervenire concretamente, sostenendo direttamente i processi di sviluppo delle comunità. Anche in quest’ultima esperienza presso la sede AICS di Tunisi penso di aver avuto come importanti e spesso indispensabili interlocutori le ONG/OSC che hanno risposto ai nostri bandi per realizzare numerosi interventi in Libia ma anche per favorire e sostenere lo sviluppo locale e di comunità in Tunisia e Marocco. Senza di loro sarebbe per noi stato impossibile intervenire in molte situazioni locali ed in modo così attento e capillare.

Andrea Senatori è stato nominato mio successore presso la sede di AICS in Tunisia. Con Andrea siamo colleghi ed amici da molto tempo ed abbiamo avuto molte occasioni di lavorare assieme; nei precedenti anni, quando ero a Beirut, per la crisi siriana e in ultimo proprio per la crisi libica. Sono sicuro che Andrea svilupperà e migliorerà quanto si è fatto fino ad oggi e valorizzerà ulteriormente le risorse umane e finanziarie che sono state messe a disposizione della sede. Andrea ha inoltre il vantaggio che potrà avvalersi di Annamaria Meligrana, una giovane collega che ha già una consolidata esperienza e che sicuramente gli sarà di grande aiuto. Assieme, sono sicuro, faranno una squadra molto forte. Non sarà tuttavia un compito facile. Sappiamo tutti quanto la pandemia COVID abbia ulteriormente aggravato le difficoltà sociali, economiche e di leadership che la Tunisia stava attraversando. La transizione avviata nel 2011 non si è ancora conclusa e non si è ancora consolidata una nuova capacità gestionale ed amministrativa, soprattutto non si sono completate quelle riforme strutturali che da molti osservatori sono auspicate.

Penso che lo sviluppo sia una sintesi tra la crescita economica e la buona governance e sono convinto che la Cooperazione italiana nei prossimi anni continuerà a non far mancare il proprio sostegno per contribuire allo sviluppo di questo bellissimo Paese e di tutta la regione.

 

Flavio Lovisolo

 

 

 

 

 

 

 

 

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