Cooperare per creare lavoro in Tunisia

©CEFA

di Martina Palazzo

Giovani, imprenditoria, marketing territoriale e partenariato italo-tunisino sono gli elementi fondanti del progetto Start-up Tunisie realizzato nel nord-ovest della Tunisia grazie al co-finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). A realizzare il progetto sul campo da inizio 2018 a giugno 2022 una rete di partner pubblici e privati, accademici e istituzionali, italiani e tunisini* capeggiati dal Comune di Fano e impegnati nel condividere know how e costruire relazioni di conoscenze tra imprese agricole biologiche marchigiane e imprese tunisine.

Con l’obiettivo di rafforzare il sistema delle piccole e medie imprese (PMI) gestite da donne e giovani, il progetto ha contribuito a promuovere nuove opportunità di lavoro tra quanti, per le condizioni storico-contestuali, nutrivano poche aspettative su potenziali entrate salariali. In Tunisia, infatti, sebbene l’economia abbia attraversato un significativo processo di ammodernamento, di diversificazione della produzione domestica e di aumento di esportazioni e di investimenti esteri dall’indipendenza ad oggi, la popolazione si ritrova ad affrontare un rinnovato periodo di insicurezza socio-economica che gli effetti di una pandemia globale, aggiunti all’instabilità politica e alle più recenti minacce alla sicurezza alimentare, hanno amplificato. Le ultime proiezioni di crescita per il 2022 si attestano al 2,6% secondo la Banca Centrale della Tunisia e il tasso di disoccupazione è arrivato a toccare il 16,1% nel primo trimestre del 2022, con tassi ancora più elevati per le donne (20,9%) e i giovani tra i 15 e i 24 anni (38,5%) secondo l’Istituto Nazionale della Statistica (INS).

In questo contesto delicato, le PMI potrebbero avere un ruolo centrale per il rilancio dell’economia tunisina in virtù della loro essenza di pilastro per il tessuto economico, contribuendo fino al 40% del PIL nazionale e offrendo lavoro a più della metà della popolazione. Dati INS alla mano, basta poco per capire che scommettere sulle PMI significa dare nuovi stimoli al clima degli affari e nuovi incentivi all’inclusione socio-economica di categorie della popolazione a più alto rischio di marginalizzazione.

Start-up Tunisie è intervenuta proprio in una delle regioni più povere e svantaggiate della Tunisia, ma a forte potenziale di sviluppo economico, con un focus sui settori dell’agricoltura, dell’allevamento, della trasformazione agro-alimentare e dei servizi eco-turistici. Sono state create 16 nuove imprese a impatto sociale e ambientale e rafforzate 14 già esistenti attraverso percorsi di coaching e formazione pianificati secondo i reali bisogni in marketing e commercializzazione e il sostegno alla partecipazione a manifestazioni fieristiche sul territorio nazionale. Al termine delle attività, sono stati creati 114 nuovi posti di lavoro a beneficio di risorse umane ben radicate nel territorio e conoscitrici della sua ricchezza. Il progetto ha consentito di impiegare una forza lavoro giovane, preparata e competente, con prospettive carrieristiche a più lungo raggio. È stata centrale la componente di autoctonia nel fare impresa per valorizzare al meglio il territorio, senza però rinunciare all’innovazione, all’internazionalizzazione e a nuovi modelli di business che il partenariato territoriale italo-tunisino ha contribuito ad integrare nelle strutture aziendali.

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* ALI Autonomie Locali Italiane, CEFA, Università di Urbino, Consorzio Marche Biologiche, Fondazione Agraria Cante di Montevecchio,  ODESYPANO – Ente dello Sviluppo Agro-Silvo-Pastorale del Nord-Ovest, ISPT – Istituto di ricerca e insegnamento superiore silvo-pastorale di Tabarka, CRDA – Commissariato Regionale dello Sviluppo Agricolo, Delegazione di Tabarka , Delegazione di Ain Draham, Delegazione di Fernana, Associazione Sidi Bou Zitouna.

 

4  Storie di successo

Firmato a Tunisi accordo di collaborazione tra MAECI, AICS e CIHEAM Bari

[c o m u n i c a t o  s t a m p a]

 Tunisi, 19 settembre 2022

Un accordo di collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e la Sede italiana del Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei (CIHEAM Bari) relativo all’esecuzione del progetto “Azioni preliminari per la costituzione di bio-territori in Tunisia”, è stato firmato il 19 settembre a Tunisi, presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia. L’Accordo è stato sottoscritto dall’Ambasciatore, Lorenzo Fanara, dalla Vice Direttrice della Sede regionale dell’AICS di Tunisi, Annamaria Meligrana, e dal Direttore del CIHEAM Bari, Maurizio Raeli.

«La firma di quest’accordo testimonia il rinnovato impegno dell’Italia nel sostenere la Tunisia nel creare un modello di sviluppo inclusivo, equo e sostenibile. Preservare e valorizzare le risorse naturali nell’ottica di trovare un nuovo equilibrio tra comunità umane e territori è una delle nostre priorità in materia di cooperazione allo sviluppo», dichiara l’Ambasciatore Lorenzo Fanara.

Tra gli obiettivi del progetto “Azioni preliminari per la costituzione di bio-territori in Tunisia” vi è la promozione di iniziative di sviluppo locale a supporto di attività produttive, imprenditoriali e innovative, allo scopo di contribuire allo sviluppo di micro, piccole e medie imprese, valorizzare le risorse genetiche e naturali e il know-how locale. In risposta ad una richiesta del Ministero dell’Agricoltura, delle Risorse Idrauliche e della Pesca (MARHP) tunisino di assistenza istituzionale, tecnica e metodologica, le attività progettuali porteranno alla realizzazione di uno studio di prefattibilità, finalizzato alla costituzione di “bio-territori” in cinque aree pilota disseminate in diverse zone bioclimatiche del Paese, precisamente Hazoua (Tozeur), Majel Bel Abbes (Kasserine), Kesra (Siliana), Haouaria (Nabeul), e Sejnane (Bizerte). Caratterizzato da una componente trasversale di formazione, innovazione, divulgazione e ricerca, il progetto sarà realizzato in stretta collaborazione con la locale Direzione Generale per l’Agricoltura Biologica e permetterà di concepire delle soluzioni operative per lo sviluppo armonico di un bio-territorio nel quale la relazione uomo-ambiente si fonda sui principi ed obiettivi dell’agricoltura biologica.

La creazione di bio-territori in Tunisia, i primi nel continente africano, rappresenta un salto di qualità nella governance delle politiche e strategie di sviluppo rurale. Per la Cooperazione italiana è importante contribuire alla promozione di sistemi produttivi e di consumo a ridotto impatto, con il fine ultimo di perseguire un benessere equo e diffuso. Questo progetto s’inquadra nel Memorandum of Understanding in materia di cooperazione allo sviluppo per il periodo 2021-2023, quasi interamente dedicato al rilancio economico e sostenibile della Tunisia”, afferma la Dott.ssa Annamaria Meligrana, Vice Direttrice dell’AICS Tunisi.

«I rapporti tra CIHEAM Bari, MAECI e AICS -commenta il direttore del CIHEAM Bari, Maurizio Raelisono sempre stati improntati alla massima collaborazione e l’accordo appena siglato li rafforzerà ulteriormente. La nostra Organizzazione, che rappresenta un riferimento nel campo della formazione d’alto livello, della cooperazione internazionale e della consulenza tecnico-scientifica, si impegnerà a potenziare le capacità locali lungo l’intera filiera agricola, favorendo nuove e proficue collaborazioni con l’Italia». Con un finanziamento totale di 1 milione di euro, il progetto avrà una durata di 18 mesi.

 

CONTATTI :

Ambasciata d’Italia in Tunisia
Luigi Selandari Pasqualetti, Primo Segretario
E-mail : stampa.tunisi@esteri.it
Tel:  +216 31321836
www.ambtunisi.esteri.it

AICS Tunisi
Martina Palazzo, Communication Officer
E-mail : martina.palazzo@aics.gov.it; comunicazione.tunisi@aics.gov.it
Tel : +216 71 893 321 / 144
www.tunisi.aics.gov.it

CIHEAM Bari
Stefania Lapedota, Press Officer
E-mail: lapedotas@iamb.it  –  www.iamb.it
Tel.: +39 080 4606271 Mobile: +39 320 7157864

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Evento di lancio della “GUIDA AGLI INVESTIMENTI PER I TUNISINI RESIDENTI ALL’ESTERO”

[COMMUNIQUÉ DE PRESSE]

Tunisi, 6 ottobre 2022

Il 15 ottobre 2022, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) in Tunisia e in Italia, in collaborazione con il Comune di Milano, organizza l’evento ufficiale di lancio della Guida agli investimenti per i tunisini residenti all’estero, realizzata nel quadro del progetto Mobi-TRE. “La migrazione come risorsa: la mobilitazione della diaspora tunisina e la stabilizzazione delle comunità svantaggiate in Tunisia”. Implementato dall’OIM e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), questo progetto mira a contribuire allo sviluppo economico delle regioni nord-occidentali e sud-orientali della Tunisia ad alto potenziale migratorio, attraverso la mobilitazione e l’impegno della diaspora tunisina, in particolare di quella stabilitasi in Italia. L’evento, che sarà trasmesso in diretta anche sulla pagina ufficiale di Hajti Bik e sui canali ufficiali dell’OIM Tunisia, riunirà i rappresentanti dei partner governativi, dei donatori, della comunità internazionale e della diaspora tunisina in Italia.

Sulla base delle lezioni apprese grazie al progetto Mobi-TRE, la redazione della guida è stata curata dall’OIM insieme ai membri del Comitato Tecnico Consultivo: l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione e il Lavoro Indipendente (ANETI), l’Agenzia per la Promozione dell’Industria e dell’Innovazione (APII), l’Agenzia per la Promozione degli Investimenti Agricoli (APIA), il Centro di Promozione delle Esportazioni – Tunisia Export (CEPEX), il Ministero dell’Economia e della Pianificazione (MEP), l’Ufficio dei Tunisini all’Estero (OTE) e l’Ufficio Nazionale dell’Artigianato Tunisino (ONAT).

La Tunisia può contare su un’importante diaspora. Stando alle cifre dell’ultimo censimento i Tunisini Residenti all’Estero (TRE) rappresentano quasi il 14,7% della popolazione totale, ossia 1.731.619 cittadini all’estero (OTE, 2021). Il potenziale economico e socio-culturale della diaspora svolge un ruolo essenziale nello sviluppo dei Paesi d’origine, in particolare attraverso il trasferimento di capitale sociale, umano, culturale e finanziario. Le loro rimesse contribuiscono, tra l’altro, a combattere la povertà e a ridurre le disuguaglianze nelle comunità (OSM 10.c). Nel 2021, le rimesse dei TRE hanno raggiunto 8.618 M DT, pari al 6,6% del PIL (BCT, 2022). Per la Tunisia, questi flussi rappresentano la seconda fonte di valuta estera dopo i proventi delle esportazioni, contribuendo in modo significativo allo sviluppo socio-economico del Paese.

La promozione degli investimenti rientra tra le priorità del Governo tunisino e dei suoi partner internazionali. Tuttavia, gli investitori e i promotori tunisini, specie i membri della diaspora, esprimono il desiderio di avere un accesso più rapido e semplice a informazioni più comprensibili in merito alle procedure amministrative, ai servizi di orientamento e di informazione da parte delle strutture pubbliche e ai servizi ai cittadini. A tal fine, la Guida agli investimenti per i tunisini residenti all’estero, disponibile in due lingue (francese e arabo), è un testo di riferimento per gli investitori e i promotori di progetti imprenditoriali con informazioni essenziali su come investire in Tunisia.

Per ulteriori formazioni contattare :
Sig. Boubaker BOURICHA : bbouricha@iom.int oppure +216 29 686 462
Sig.ra. Martina PALAZZO : martina.palazzo@aics.gov.it ; comunicazione.tunisi@aics.gov.it oppure +216 71 893 144

 

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La tavola verde 2: uno zoom di immagini e parole sulla produzione sostenibile e la sicurezza alimentare in Tunisia

L’Ambasciata d’Italia in Tunisia e l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) – Sede di Tunisi hanno organizzato lo scorso 27 ottobre l’evento “La tavola verde 2 / Produrre diversamente per #FameZero“!

Trasmesso anche in diretta Facebook su AICS Tunisi, “La tavola verde 2” ha invitato decisori politici, organizzazioni internazionali, società civile, settore privato e i cittadini a riflettere sull’urgenza e i benefici di una produzione alimentare responsabile che soddisfi i bisogni della comunità umana e preservi le risorse naturali in vista di un legame più sostenibile e rispettoso tra persone e territorio. Ad aprire il dibattito c’erano l’Ambasciatore d’Italia in Tunisia, Fabrizio Saggio, il Ministro dell’Agricoltura, Mahmoud Elyes Hamza, e la sindaca di Tunisi, Souad Abderrahim.

Quest’appuntamento tunisino si è inserito nel calendario della sesta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, l’evento pubblico italiano, esteso alle rappresentanze diplomatiche all’estero, per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani, imprese, associazioni e istituzioni sui temi legati allo sviluppo sostenibile, nonché per valutare i risultati raggiunti dalla comunità internazionale nell’attuazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In continuità con La tavola verde organizzata nel 2021, ma con un occhio più teso all’attualità, quest’anno la Cooperazione italiana in Tunisia ha voluto scegliere un tema che si impone nell’agenda di ogni cittadino e legato all’obiettivo di sviluppo sostenibile 2 – sradicare la fame, garantire la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile.

Nel cuore della Medina di Tunisi, presso il Presbiterio della chiesa del Santa Croce, rinnovato grazie ai fondi italiani e simbolo della pacifica coesistenza di culture, si sono ritrovati intorno al tavolo del dibattito l’AICS Tunisi, l’Istituto di Ricerca e dell’Insegnamento Superiore Agricoli (IRESA), la FAO, il CIHEAM di Bari, il CEFA, le associazioni tunisine Exploralis e ATUGE e un produttore biologico. I due panel – l’uno sulla produzione sostenibile per la transizione ecologica e la sicurezza alimentare, l’altro sul valore aggiunto di una produzione locale e biologica – hanno sollecitato il confronto di idee e la condivisione di informazioni potenzialmente convertibili in nuove politiche, investimenti e cambiamento di comportamento.

A seguire, si è dato spazio alla fase conclusiva del contest fotografico “Il percorso verde” rivolto a fotografi o aspiranti tali con l’obiettivo di raccogliere fotografie che immortalassero le pratiche ecologiche in uso in Tunisia nella produzione e trasformazione di prodotti agro e ittico-alimentari. Dal 14 al 23 ottobre, sono state ricevute 505 candidature con immagini provenienti da tutte le regioni tunisine. Le 16 foto finaliste sono state proiettate, esposte e valutate durante l’evento grazie all’animazione degli influencer Fatma Bououn e The Dreamer, quest’ultimo giudice speciale.

In un mondo in cui una crisi localizzata ha ripercussioni globali, in cui il cambiamento climatico e l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali minacciano il patrimonio naturale, la Cooperazione italiana ha voluto organizzare un evento formativo e ludico per richiamare l’attenzione dei singoli cittadini, delle istituzioni e della società civile sull’urgenza di ripensare le modalità di funzionamento della popolazione in un’ottica di conservazione e rigenerazione degli ecosistemi.

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Per rivedere l’evento:https://www.facebook.com/aicstunis/videos/694991465537526 

Un caro saluto

Cari lettori, colleghi ed amici,

tra pochi giorni termino il mio incarico presso la sede di Tunisi ed anche, come forse sapete, il mio lavoro presso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
Vado in pensione dopo quarant’anni di lavoro nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e gli ultimi trenta trascorsi prima con la Direzione Generale  per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) e poi con AICS.  Sono contento di aver concluso questo lungo percorso professionale in Tunisia, un paese che sicuramente mi resterà nel cuore e che in questi quattro anni di lavoro mi ha dato molto.

Sono arrivato a Tunisi alla vigilia della conferenza Tunisia 2020 nel novembre 2016 e subito dopo, nel febbraio 2017, abbiamo potuto firmare il Memorandum per la Cooperazione allo sviluppo tra Italia e Tunisia. Un Memorandum che teneva conto delle indicazioni di Tunisia 2020, dava continuità a quanto realizzato in passato per le piccole e medie imprese tunisine e per il settore educazione ma che apriva anche a nuove prospettive, come il sostegno al settore agricolo attraverso l’apertura di una nuova linea di credito e la possibilità di finanziare imprese sociali nell’ambito della nuova legge per l’economia sociale e solidale, a cui la Cooperazione italiana ha contribuito insieme ad altri donatori con attività di assistenza tecnica.  Abbiamo anche sostenuto il processo di decentralizzazione già previsto dalla recente costituzione tunisina e rafforzato le capacità di governance sia a livello centrale che locale con progetti realizzati dalle Nazioni Unite, dal CIHEAM, collaborando con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), con autonomie locali italiane e tunisine  o direttamente finanziando l’amministrazione tunisina.

Le attività che abbiamo intrapreso in questi ultimi anni sono state anche caratterizzate dal forte legame con quanto realizzato dall’Unione europea in Tunisia e tale collaborazione è stata poi concretizzata attraverso un importante finanziamento che la UE ci ha affidato e che è complementare a quanto da noi già messo a punto per sostenere lo sviluppo del settore agricolo.

La sede AICS di Tunisi ha anche una competenza regionale ed in questi anni si è cercato di dare continuità ai progetti ancora in corso in Marocco e in Algeria e si sono avviate e sviluppate iniziative di cooperazione per far fronte alla crisi libica, realizzando interventi di emergenza e di stabilizzazione anche attraverso finanziamenti e programmi che la Cooperazione italiana ha gestito per conto dell’Unione Europea. Tutto questo si è potuto realizzare grazie all’intesa che abbiamo avuto con le Ambasciate a Tunisi, Tripoli, Algeri e Rabat e all’impegno di tutti coloro che hanno lavorato nei nostri uffici con grande competenza e dedizione, ma soprattutto con la consapevolezza che il nostro lavoro ha sempre una ragione in più per essere fatto e che tale ragione dà un senso particolare a ciò che facciamo.

Ho incominciato il mio lungo percorso professionale lavorando con una ONG in un campo profughi in Somalia nel 1981 e da questa iniziale esperienza ho sempre cercato di collaborare e di lavorare con particolare attenzione con le ONG e le organizzazione della società civile (OSC), consapevole che attraverso il loro lavoro si potesse rafforzare la società civile locale ed intervenire concretamente, sostenendo direttamente i processi di sviluppo delle comunità. Anche in quest’ultima esperienza presso la sede AICS di Tunisi penso di aver avuto come importanti e spesso indispensabili interlocutori le ONG/OSC che hanno risposto ai nostri bandi per realizzare numerosi interventi in Libia ma anche per favorire e sostenere lo sviluppo locale e di comunità in Tunisia e Marocco. Senza di loro sarebbe per noi stato impossibile intervenire in molte situazioni locali ed in modo così attento e capillare.

Andrea Senatori è stato nominato mio successore presso la sede di AICS in Tunisia. Con Andrea siamo colleghi ed amici da molto tempo ed abbiamo avuto molte occasioni di lavorare assieme; nei precedenti anni, quando ero a Beirut, per la crisi siriana e in ultimo proprio per la crisi libica. Sono sicuro che Andrea svilupperà e migliorerà quanto si è fatto fino ad oggi e valorizzerà ulteriormente le risorse umane e finanziarie che sono state messe a disposizione della sede. Andrea ha inoltre il vantaggio che potrà avvalersi di Annamaria Meligrana, una giovane collega che ha già una consolidata esperienza e che sicuramente gli sarà di grande aiuto. Assieme, sono sicuro, faranno una squadra molto forte. Non sarà tuttavia un compito facile. Sappiamo tutti quanto la pandemia COVID abbia ulteriormente aggravato le difficoltà sociali, economiche e di leadership che la Tunisia stava attraversando. La transizione avviata nel 2011 non si è ancora conclusa e non si è ancora consolidata una nuova capacità gestionale ed amministrativa, soprattutto non si sono completate quelle riforme strutturali che da molti osservatori sono auspicate.

Penso che lo sviluppo sia una sintesi tra la crescita economica e la buona governance e sono convinto che la Cooperazione italiana nei prossimi anni continuerà a non far mancare il proprio sostegno per contribuire allo sviluppo di questo bellissimo Paese e di tutta la regione.

 

Flavio Lovisolo

 

 

 

 

 

 

 

 

Inaugurato il mercato del pesce di Houmt Souk a Gerba grazie ai fondi della Cooperazione italiana

[Comunicato stampa]

12 dicembre 2022

La cerimonia di inaugurazione del mercato del pesce di Houmt Souk si è svolta ieri, a Gerba, alla presenza del Governatore di Medenine, Said BEN ZAYED,  dell’Ambasciatore italiano in Tunisia, Fabrizio SAGGIO, dei rappresentanti dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), dei sindaci delle comunità beneficiarie e di tutti gli attori che operano nel settore della pesca.

L’evento è stato organizzato dalla sede italiana del CIHEAM (Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei) nell’ambito del progetto NEMO KANTARA – Stabilizzazione e Sviluppo Socioeconomico delle Regioni Costiere Tunisine, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), attraverso l’AICS. Con un budget complessivo di 5 milioni di euro, per una durata di tre anni, il progetto è realizzato dal CIHEAM Bari in stretta collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura al fine di migliorare i sistemi di produzione e consumo per una crescita socioeconomica sostenibile.

“Gli interventi finanziati dall’Italia, tra cui il progetto NEMO KANTARA, hanno una duplice finalità: da un lato, migliorare la sostenibilità dei sistemi produttivi, creando ricchezza più duratura e occupazione; dall’altro, garantire una produzione sufficiente basata sulla qualità degli alimenti, assicurando al contempo l’equilibrio degli ecosistemi e la conservazione della biodiversità. Ciò implica l’urgenza di costruire un nuovo paradigma di sviluppo in cui l’aumento della produzione si accompagni all’uso razionale delle risorse naturali e la tradizione delle tecniche di pesca e di acquacoltura si incontri con la modernizzazione e l’innovazione”, ha dichiarato l’Ambasciatore Saggio.

La ristrutturazione del mercato del pesce di Houmt Souk è una delle attività del progetto che si propone di rafforzare le organizzazioni dei produttori ittici e degli attori istituzionali, allo scopo di creare sinergie per una gestione sostenibile delle risorse naturali e migliorare la competitività degli operatori della pesca. Inoltre, il mercato del pesce di Houmt Souk rappresenta un passo fondamentale e necessario per garantire la sicurezza e la tracciabilità dei prodotti ittici a vantaggio dei consumatori.

Altri interventi sono previsti per potenziare le infrastrutture e i servizi, diversificare le attività produttive e offrire nuove opportunità ai giovani e alle donne, garantendo uno sviluppo integrato e sostenibile, la sicurezza sul lavoro e la capacità economica.

In occasione dell’inaugurazione del mercato del pesce di Houmt Souk sono state organizzate visite nelle aree di intervento del progetto, tra cui Gabès dove, nel Centro di formazione professionale per la pesca (CFPP), sono state realizzate azioni di rafforzamento strutturale e di formazione tecnica destinata a giovani studenti e  operatori. La delegazione guidata dall’Ambasciatore ha visitato anche le start-up che hanno ricevuto fondi di investimento a titolo di cofinanziamento e dono. Grazie all’approccio partecipativo adottato, l’attività di finanziamento ha permesso di coinvolgere tutti gli attori interessati e  di rispondere al meglio alle esigenze e alle richieste del territorio, di diversificare e incrementare le fonti di reddito e di salvaguardare la stabilità finanziaria dei giovani, delle donne e dei pescatori delle comunità target, individualmente o collettivamente.

 

CONTATTI:

CIHEAM BARI

Facebook : NEMO Kantara
E-mail : rezgui@iamb.it
Cellulare: +216 22 176 688
Sito web: www.iamb.it

AICS Tunisi

Martina Palazzo, Communication Officer
E-mail : martina.palazzo@aics.gov.it; comunicazione.tunisi@aics.gov.it
Tel.: +216 71 893 321 / 144
www.tunisi.aics.gov.it

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Andrea Senatori è il nuovo titolare della sede regionale AICS Tunisi

Cari amici e care amiche,

prendo oggi servizio in qualità di titolare della sede regionale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) a Tunisi. Un incarico che mi onora e che mi riporta sul terreno dopo un intervallo di quattro anni trascorsi come coordinatore dell’ufficio “Emergenza e Stati Fragili” della sede centrale a Roma.

A passarmi il testimone è l’amico e collega Flavio Lovisolo, uno dei volti storici della Cooperazione Italiana, con il quale ho avuto il privilegio di lavorare fianco a fianco e al quale rinnovo la mia stima più sincera.

Sono inoltre lieto di annunciare che, assieme a me, prenderà servizio con funzioni di vice titolare della sede Annamaria Meligrana, con cui ho condiviso l’esperienza presso l’ufficio AICS di Roma dell’aiuto umanitario e fragilità. Annamaria, arabista di origine, è una stimata professionista di cooperazione internazionale con quasi 20 anni di esperienza della regione del Nord Africa e Medio Oriente, che ha maturato nella convinzione che non possa esserci uno sviluppo sostenibile senza pace.

Da oggi e durante i prossimi anni del mio mandato, mi propongo di dare continuità al lavoro finora svolto in questa sede, seguendo princìpi d’azione solidaristici e umanitari che sono alla base di un mondo più equo, in cui ciascuno/a possa avere l’opportunità di sviluppare il proprio potenziale, accedere a risorse comuni e servizi di base, vedere i propri diritti rispettati. So di potermi avvalere di uno staff appassionato, che possiede competenze e conoscenze contestuali derivanti da una consolidata presenza sul territorio. Insieme continueremo a rispondere ai bisogni delle comunità locali con azioni concrete e mirate a migliorarne le condizioni di vita e a rafforzarne le opportunità di crescita. Faremo passi in avanti per rispondere alle sfide globali dell’Agenda 2030, allineandoci agli sforzi di altri attori internazionali in tema di mobilità umana, di sicurezza alimentare, protezione, salute e educazione come beni essenziali, di transizione ecologica e del rafforzamento della democrazia e della pace.

I tempi che viviamo e le nuove sfide che dobbiamo affrontare richiedono sempre più efficienza al nostro lavoro, ma anche dialogo, inclusione e collaborazione nel modus operandi. La pandemia di COVID-19 ci ha colto impreparati, quasi smarriti tra cifre che di giorno in giorno raffiguravano un panorama sempre più drammatico. Eppure abbiamo reagito, riaggiustato i nostri piani d’azione, ricomposta la scala delle priorità. Abbiamo compreso quanto i Paesi siano strettamente interconnessi tra di loro, i confini sociali allargati oltre le frontiere geografiche e i popoli responsabili, qui ed ora, del futuro delle prossime generazioni.

Sarà mia premura rafforzare il dialogo con la società civile, con il mondo del profit e universitario, con partner istituzionali e internazionali, conscio che dialogare in maniera strutturata significhi mettersi in gioco, analizzare da una pluralità di prospettive e cogliere più rapidamente i segnali di crisi per agire con efficacia e tempestività.

Spero che continuerete sempre a seguirci e a sostenerci con il vostro interesse

Andrea Senatori

Un podcast per spiegare cosa, con chi e perché realizziamo i nostri interventi

L’azione della Cooperazione italiana in questo importante periodo di transizione politica della Tunisia e le prospettive offerte dal nuovo Accordo triennale Italia-Tunisia (2021-2023), in via di definizione. E in Libia quali sono le mosse pensate e intraprese sul terreno?

Ne parliamo con Flavio Lovisolo e Andrea Senatori, l’ex e il nuovo titolare della Sege Regionale AICS Tunisi.

Listen to “La Cooperazione italiana in Tunisia” on Spreaker.

Nacyb e la sua associazione: per una società fatta anche di donne

Per la rubrica: “Voci di Noi Altr* AICS

©Association Rayhana pour les femmes de Jendouba

di Martina Palazzo

Nacyb Allouchi è una donna tunisina che osa parlare, agire e cambiare in nome dei diritti delle donne. È un’attivista nei suoi messaggi rivolti alla comunità e nelle sue azioni all’interno dell’associazione di cui è presidente. Siamo a Jendouba, una città situata a 50 km dalla frontiera tra Algeria e Tunisia, in una zona agricola che si sta gradualmente industrializzando.

L’Associazione Rayhana per le donne di Jendouba è nata dalla volontà di un gruppo di giovani donne che sognavano uno spazio protetto, un luogo di incontro lontano da occhi inquisitori maschili dove potersi rilassare davanti a un caffè, organizzare attività sportive e laboratori di apprendimento, discutere di problemi e trovare soluzioni. Dal 2013, l’associazione sta seguendo un percorso progettuale per sviluppare e consolidare le sue azioni basato sulla convinzione che le donne possano avere un ruolo attivo nel cambiare la mentalità dei tunisini e delle tunisine in merito alla questioni di genere. “Ci sono competenze e conoscenze che, se messe in sinergia, possono sviluppare una nuova coscienza locale comune secondo la quale le donne sono protagoniste e agenti di trasformazione del loro ruolo nella società“, dice Nacyb.

Nacyb parla di donne come attrici del proprio destino e non come pedine nelle mani di un sistema patriarcale; come registe di un percorso di vita e non semplici esecutrici di obblighi e ruoli già stabiliti. Parole che si traducono in realtà!

L’associazione è diventata la sede di una vasta gamma di attività economiche svolte da donne, dal B&B al servizio catering per promuovere incontri e prodotti locali, da una sala sportiva attrezzata a un vivaio di piante medicinali per il benessere del corpo. Ma Nacyb e le sue compagne sono anche riuscite a stabilire e rafforzare le relazioni di una rete di donne del posto con l’obiettivo principale di valorizzare e sostenere le filiere locali, nei settori alimentare e artigianale, e l’ecoturismo. “Quest’esperienza conferma quanto le trasformazioni realizzate dalle donne cambiano positivamente non solo le loro condizioni socio-economiche, ma anche l’economia del territorio in una prospettiva di sviluppo solidale e responsabile”, continua Nacyb. E così, a cascata, queste donne offrono giornate di degustazione di prodotti a km 0, mercati solidali, la cura di orti urbani e nelle scuole. Non si fermano di fronte alle esigenze green del pianeta, anzi ne sposano la causa.

L’Associazione Rayhana è sempre stata consapevole del valore che la sua istituzione assume anche a livello politico in una regione in cui le politiche di sostegno alle iniziative delle donne in termini di associazionismo e impresa sociale sono pressoché assenti.

Rayhana, forte dei suoi principi, si apre oltre le mura del suo centro e raggiunge la comunità attraverso le onde radio. Giovani attiviste e stagiste nel settore mediatico, aspiranti giornaliste e volontarie ricostruiscono la storia del loro territorio, descrivono le ricchezze naturali e umane della comunità e affrontano questioni attuali attraverso le voci delle donne. Tutto per rendere l’emancipazione femminile non solo uno slogan, ma un dogma.

Nacyb, che è nata 39 anni fa sulle pendici del monte Djebel Bir, ha vissuto abbastanza per vedere come il suo paese ha cercato di migliorare lo status delle donne attraverso leggi che puniscono la violenza contro le donne o che evocano la pari rappresentanza politica.

“Nonostante questo, la strada del cambiamento è ancora lunga nella pratica. La lotta quotidiana per l’uguaglianza di genere è ancora in corso. Ho scelto questo lavoro [coordinatrice dei progetti di cooperazione] dopo la rivoluzione del 2011, perché credo che ognuno di noi possa essere un agente di cambiamento nel proprio territorio e lasciare in eredità alle generazioni future un mondo più giusto “, dice Nacyb.

Nacyb è una donna che ha deciso di agire. Mobilitiamoci per difendere l’uguaglianza e creare il cambiamento!

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L’Associazione Rayhana per le donne di Jendouba è uno dei partner locali con cui l’AICS collabora in Tunisia. Al fianco dell’ong COSPE e della Regione Toscana, è stata coinvolta nella realizzazione del progetto “Futur Proche: sviluppo locale e servizi decentralizzati per la crescita sostenibile e la cittadinanza attiva in Tunisia” che si è appena concluso. L’Associazione è attualmente partner di un altro progetto il cui capofila è sempre l’ong COSPE, dal titolo “RESTART: Riqualificazione ecologica e sociale dei territori attraverso il rilancio dell’imprenditoria giovanile in Tunisia.” Entrambi i progetti sono finanziati dall’AICS per un importo complessivo di circa 2,8 milioni di euro.

Cooperazione italo-tunisina : firmato il nuovo Memorandum d’Intesa 2021-2023

Lo scorso 16 giugno è stato firmato a Roma dai Ministri degli Affari Esteri tunisino e italiano, Othman Jerandi e Luigi Di Maio, il nuovo Memorandum d’intesa in materia di cooperazione tra Italia e Tunisia, un accordo che fissa obiettivi, orientamenti strategici, settori d’intervento e risorse finanziarie per il triennio 2021-2023.

Con un sostegno finanziario di 200 milioni di euro, l’accordo mira a stimolare i motori di una crescita socio-economica che rafforzi la resilienza del popolo e la prosperità del paese, che valorizzi il capitale umano, che promuova una gestione razionale e sostenibile delle risorse, che sostenga l’innovazione e che riposizioni la Tunisia sui mercati internazionali.

La cooperazione italo-tunisina ha una lunga storia cominciata alla fine degli anni ’80. Da allora, la Tunisia è rimasto un Paese prioritario per la Cooperazione Italiana, tenuto conto dei legami commerciali, culturali e storici privilegiati tra i due Paesi della regione mediterranea. Con la firma del nuovo accordo, l’Italia riconferma il suo impegno a sostenere la Tunisia e ad affrontare le conseguenze generate dalla pandemia COVID-19.

Ascoltiamo il messaggio di Andrea Senatori, Direttore della Sede regionale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) a Tunisi.

Comunicato stampa in FR