Fino al 30 settembre candidature disponibili per borse di studio destinate a giovani tunisini

Nell’ambito del progetto FAO “Rafforzamento delle capacità: corso di formazione avanzato internazionale sui SIPAM (Sistemi di patrimonio agricolo di importanza globale) per la valutazione sulla resilienza in tre diverse condizioni socio-ambientali e bio-culturali: Africa, Asia e America Latina” finanziato dalla Cooperazione italiana, l’Università degli Studi di Firenze mette a disposizione 15 borse di studio per partecipare all’iniziativa.

Si tratta di un corso che avrà luogo da gennaio a giugno 2019 presso le sedi dell’Università di Firenze e sarà indirizzato principalmente a giovani impiegati diplomati, o tecnici di imprese private, provenienti dai Paesi prioritari per la Cooperazione italiana, tra cui la Tunisia. I candidati non devono aver superato i 35 anni di età e devono aver conseguito il diploma in agricoltura o in discipline connesse, oltre che possedere una consolidata esperienza nell’ambito della conservazione del paesaggio e dello sviluppo rurale, con preferenza per il settore pubblico. Si incoraggiano le donne a partecipare. La procedura di candidatura è reperibile all’indirizzo https://www.agriculturalheritage.com/master-costs-and-application/ e deve essere completata entro il 30 settembre 2018. Oltre ai giovani di nazionalità tunisina, le borse di studio sono aperte ai seguenti Paesi: Albania, Bolivia, Bosnia, Cuba, El Salvador, Etiopia, Giordania, Kenya, Libano, Mozambico, Birmania e Sengal.

Questi corsi rappresentano il seguito dell’iniziativa FAO nata nel 2002 sui Sistemi di patrimonio agricolo di importanza globale (SIPAM) che aveva l’obiettivo di identificare e preservare sistemi agricoli di importanza globale, con i loro paesaggi, l’agrobiodiversità, la conoscenza tradizionale e la coltura ad essi associata. Con il termine “importanza globale” la FAO intende fare riferimento a tutte le pratiche agricole (termine che include anche prodotti animali, forestali, marini e d’acqua dolce) caratterizzate da un’origine storica e una rilevanza attuale, che possano rappresentare un patrimonio per l’umanità.

I corsi di formazione sui SIPAM hanno ricevuto un finanziamento di circa 1,8 milioni di euro da parte della Cooperazione italiana che conferma cosi l’impegno nel sostenere i Paesi prioritari e, tra questi, la Tunisia occupa un posto di rilievo. L’iniziativa rientra infatti nella già sperimentata strategia promossa dalla Cooperazione italiana nel Paese di scambio e condivisione di conoscenze tra le due sponde del Mediterraneo.

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