L’altra vita di Asma

di Martina Palazzo (contenuti forniti dall’ UNFPA Libia) – in english below

 

“Mi sono sposata a 19 anni. Quando ho scoperto di essere incinta per la prima volta ero al settimo cielo”, inizia così il racconto di Asma (nome fittizio), giovane donna sfollata attualmente residente a Um-Alaranib, nel centro-sud della Libia. È fuggita da Sebha insieme a tutta la sua famiglia alla ricerca di quiete e sicurezza. Scappavano dal conflitto, dalla povertà, dalla paura. “Mi avevano detto che questo era un posto tranquillo dove poter trovare una casa e mandare a scuola i miei figli”, continua. I suoi cinque figli, tanto desiderati e tanto protetti, divenuti proiezione del suo proprio benessere alla sola condizione che la loro fosse, e sia ancora, una bella vita.

Per mesi Asma soffriva di deconcentrazione, stress acuto e stanchezza perpetua. Continuava a sognare di terminare gli studi e trovare un lavoro dignitoso per essere soddisfatta come donna e come madre. Sogni, quasi epifanie deliranti, ritmati da ricadute nel pessimismo assoluto. Depressione fu la diagnosi del dottore Suha, medico presso l’unità mobile allestita dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) grazie al contributo finanziario dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Il dr. Suha l’ha visitata, l’ha ascoltata e l’ha indirizzata verso una pianificazione familiare controllata. Alla sua scrivania c’era del materiale informativo ed educativo, lo stesso che distribuisce ai pazienti, circa 40 a settimana, durante le visite o le sessioni di sensibilizzazione. Da allora, la vita di Asma è cambiata. La sua salute psico-fisica è migliorata, ha terminato gli studi in infermieristica e ha intrapreso un percorso professionale in una clinica. “Oggi lavoro come assistente medico e sento di contribuire al benessere della mia famiglia e della comunità”, conclude Asma.

Quella di Asma è una delle tante storie, raccontate ma più spesso taciute, degli sfollati in Libia. Secondo i dati più recenti dell’OIM, sono ancora 143.000 le persone che hanno dovuto lasciare le loro case nonostante il cessate il fuoco e i miglioramenti della situazione securitaria. Un dato importante per comprendere le conseguenze che anni di conflitto hanno generato sulle  condizioni di vita delle popolazioni.

Grazie al contributo italiano e all’impegno sul campo dell’UNFPA e dei suoi partner, molte persone tra cui migranti, sfollati, donne e altre categorie vulnerabili possono accedere gratuitamente a servizi integrati di emergenza in ambito di salute riproduttiva e di protezione in risposta alle violenze di genere.

Per una vita dignitosa, di sogni e di conquiste!

 

 

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo interviene in partnership con UNFPA in Libia per supportare l’accesso a servizi sanitari essenziali relativi alla salute riproduttiva materno-infantile e ai servizi multi-settoriali di risposta alla violenza di genere a beneficio dei gruppi più vulnerabili della popolazione, tra cui ragazze e donne.

Il programma, realizzato nel sud della Libia (Ghat, Zawilah, Um Alaraneb e Tmassah), si declina in diverse attività: il dispiego di unità mobili e di personale sanitario specializzato, la formazione e il rafforzamento delle capacità, la realizzazione di campagne d’informazione e sensibilizzazione.

Da settembre 2022, 18.488 persone, di cui 11,005 donne, 871 migranti e 674 sfollati interni hanno ricevuto assistenza medica grazie alle unità mobili e il personale sanitario dei centri ospedalieri.

 

>>Read the story in English

>>Read the joint press release concerning the launch of the programme

INAUGURATA LA NUOVA SEDE DELL’AICS TUNISI. L’impegno continuo e crescente della Cooperazione italiana in Tunisia, Libia, Marocco e Algeria.

 

[comunicato stampa]

Tunisi, 12 maggio 2023

È stata inaugurata ieri nel tardo pomeriggio la nuova sede dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) a Tunisi, competente per i quattro Paesi del Maghreb Tunisia, Libia, Marocco e Algeria. Alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia, Fabrizio Saggio, del Vicedirettore dell’Agenzia, Leonardo Carmenati, e dei principali partner istituzionali ed esecutivi, il Direttore di Sede, Andrea Senatori, ha accolto gli invitati in un evento all’insegna del talento tunisino e della gioventù.

Con un portafoglio attuale di quasi 60 iniziative per un importo totale di 683,5 milioni di euro, la Cooperazione italiana è presente nella regione maghrebina da decenni allo scopo di sostenere la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili, rispondere alle crisi contestuali e globali, contribuire alla protezione dei diritti umani e ai processi di democratizzazione per garantire stabilità e pace in tutta l’area.

“La Tunisia ospita una delle sedi più importanti per l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, perché interviene in una regione prioritaria per l’Italia. Tra le due sponde del Mediterraneo c’è un mare che, aldilà delle prime pagine dei quotidiani, è un ponte virtuoso per gli scambi di conoscenze, di beni e di potenziale umano”, ha dichiarato il Vicedirettore dell’AICS, Leonardo Carmenati.

La Tunisia continua a rappresentare per l’Italia una priorità, concetto ribadito a più riprese nel corso delle recenti visite politiche, e catalizza la maggior parte delle risorse finanziarie dell’AICS Tunisi.

“Oggi l’Italia è il primo partner commerciale della Tunisia e uno dei principali donatori in materia di cooperazione allo sviluppo. Il nostro impegno al fianco del Governo tunisino è rafforzato da anni di dialogo trasparente e collaborazione continua che consentono di raggiungere obiettivi comuni e risultati concreti. Penso ad esempio ai 14.000 posti di lavoro creati e consolidati grazie alle nove linee di credito, ai più di 2000 ettari sottratti all’avanzata del deserto a Rjim Maatoug e consacrati alla coltivazione di palmeti da dattero, alle scuole costruite e alle strutture sanitarie riabilitate”, ha affermato l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi, Fabrizio Saggio.

Cerniera tra Europa e Africa, la Tunisia è il Paese dove la Cooperazione italiana interviene attualmente per creare i primi bio-territori del continente africano, per offrire formazione professionale ai giovani, per potenziare il Made in Tunisia e valorizzare il patrimonio immateriale, per promuovere sistemi produttivi locali e sostenibili. Oltre ai fondi italiani, in risposta alla crisi alimentare causata dalla guerra russo-ucraina e in un’ottica di lungo termine, l’AICS implementa un programma finanziato dall’Unione europea per sostenere il settore cerealicolo tunisino.

Sempre più in linea con il nesso aiuto umanitario-sviluppo-pace, la Cooperazione italiana opera in Libia per contribuire alla stabilizzazione e la ricostruzione del Paese, investendo in settori chiave – salute, protezione, acqua e igiene, agricoltura – per migliorare le condizioni di vita della popolazione libica e migrante. In altri contesti come il Marocco, gli interventi resi possibili grazie ai fondi italiani mirano a sostenere la micro-imprenditoria, a fornire acqua potabile nelle zone rurali, a proteggere e valorizzare il patrimonio archeologico e promuovere l’inclusione sociale delle persone con handicap. In Algeria continua il dialogo con i Ministeri per realizzare progetti nei settori della gioventù e sport, turismo e artigianato, ambiente, salute e educazione, nonché il contributo per garantire sicurezza alimentare, educazione di qualità e accesso ai servizi di salute per la popolazione saharawi.

“Tutto questo non sarebbe possibile senza il partenariato solido che abbiamo costruito negli anni con le istituzioni locali, la società civile, il sistema delle Nazioni Unite, il settore privato e il mondo accademico. Insieme co-operiamo e co-creiamo azioni per un mondo più equo, in cui ogni persona possa avere l’opportunità di sviluppare il proprio potenziale, accedere a risorse e servizi comuni, vedere i propri diritti rispettati”, ha concluso così il suo discorso di benvenuto il Direttore dell’AICS Tunisi, Andrea Senatori.

L’evento è stata un’occasione per accogliere i principali partner dell’AICS Tunisi presso la nuova Sede, ma anche un momento per dar spazio ai giovani, una delle categorie prioritarie delle azioni della Cooperazione italiana, nell’esprimere talento e creatività in performance artistiche live.

 

[Il video della nuova sede, realizzato in collaborazione con le associazioni Brotherood Art et Mobdiun]

>> Scarica qui il comunicato stampa in pdf