Libia

La sede AICS di Tunisi, con competenza regionale anche per la Libia, dal 2016 svolge attività di assistenza tecnica, gestione e monitoraggio dei programmi finanziati dalla Cooperazione italiana al fine di assicurare una risposta adeguata alla grave crisi umanitaria determinata dal perdurare della crisi libica

Sito archeologico di Leptis Magna – Khoms

In Libia, la frammentazione istituzionale e di governance a livello nazionale e locale continuano a rappresentare ostacoli rilevanti alla stabilizzazione e allo sviluppo sostenibile del Paese. In questo contesto, la Cooperazione Italiana svolge un ruolo strategico nel rafforzamento delle capacità delle autorità pubbliche, nel miglioramento dell’erogazione dei servizi essenziali in settori chiave, nella promozione dello sviluppo economico-finanziario, così come nella tutela dell’ambiente e gestione delle risorse naturali, contribuendo a creare le condizioni per una crescita inclusiva e duratura. 

Nel quadro dell’Agenda 2030 e in coerenza con il Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo 2024–2026 del MAECI e il “Memorandum d’Intesa in materia di cooperazione allo sviluppo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo dello Stato della Libia” (2024), la Cooperazione Italiana in Libia adotta un approccio integrato, multidisciplinare e sistemico, orientato a sostenere la stabilità del Paese e a promuovere nel medio-lungo periodo dinamiche di sviluppo sostenibile e inclusivo. Inoltra la Cooperazione italiana è allineata alla strategia e alla Misura Speciale della Commissione Europea per la Libia 2025–2027 e si fonda su un’analisi approfondita dei bisogni e delle opportunità del Paese basata su fonti primarie e secondarie, nonché su un processo di consultazione continuativo con stakeholder locali, nazionali e internazionali. 

Nel rispetto delle Linee Guida sul Nesso Umanitario–Sviluppo–Pace (DTPI 2024–2026), l’azione della Cooperazione Italiana è calibrata su un contesto caratterizzato da fragilità strutturale e crisi prolungata, in cui persistono bisogni umanitari e la necessità di un dialogo strutturato per favorire la coesione sociale, la riconciliazione nazionale, nonché l’attuazione di riforme nei settori economico, di governance e dei diritti umani. In questo contesto, la Cooperazione Italiana opera valorizzando sinergie operative e complementarità strategiche tra le iniziative di cooperazione bilaterale e delegata, e azioni degli altri enti istituzionali del Sistema Italia in Libia, al fine di ottimizzare le risorse e amplificare l’impatto degli interventi riconoscendo al contempo il ruolo centrale della società civile e del settore privato. Inoltre, nell’ambito delle sue iniziative, la Cooperazione Italiana intende integrare in maniera sistemica alcuni temi trasversali prioritari quali l’inclusione di genere, l’empowerment femminile, innovazione e digitalizzazione, e l’inclusione di persone con disabilità. 

Sul piano dello Sviluppo Sostenibile, il percorso della Libia verso una ripresa economica sostenibile e una crescita inclusiva dipende dalla capacità di affrontare profonde debolezze istituzionali, riformare la gestione fiscale e finanziaria e promuovere lo sviluppo del settore privato attraverso un migliore accesso ai finanziamenti e l’allineamento delle competenze. Nel Settore Salute, in Libia la Cooperazione Italiana continua a svolgere un ruolo cruciale nel rafforzamento delle competenze tecniche e specialistiche, gestionali e cliniche del personale medico-sanitario, unitamente al potenziamento della prevenzione, e sorveglianza epidemiologica. Inoltre, ha sempre sostenuto azioni basate sull’approccio OneHealth, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, salute animale e salute ambientale, promuovendo strategie integrate per prevenire, rilevare e rispondere a rischi sanitari emergenti, in particolare malattie zoonotiche e contaminazioni ambientali. In linea con questa visione, nell’ambito della Tutela dell’Ambiente e la Gestione delle Risorse Naturali, la Cooperazione Italiana amplierà il suo contributo ad azioni coerenti con il nesso acqua-energia-cibo, nell’ambito dell’energia rinnovabile, nella tutela del patrimonio urbano, paesaggistico e culturale, nonché nella riduzione rischi da disastri naturali (DRR). 

Sul piano della Risposta Umanitaria, la Cooperazione Italiana è impegnata nel settore dello sminamento umanitario attraverso finanziamenti a UNMAS in un’ottica di azione sinergica civile-militare a beneficio della Libia, anche funzionale al rilancio delle attività economiche nelle aree contaminate. Inoltre, in considerazione degli elevati bisogni e richiesta dalle controparti libiche, l’azione della Cooperazione Italiana è anche orientata alla risposta alla Crisi dei Rifugiati provenienti dal Sudan. 

La Cooperazione Italiana in Libia

Il quadro della programmazione dello sviluppo in Libia non presenta una visione strategica di lungo termine e un piano nazionale integrato e vincolante. La Libia possiede una pluralità di strumenti di policy e strategie settoriali, ma una serie di fattori legati alla governance, il monitoraggio, valutazione e gestione dati, unitamente all’instabilità politica e la frammentazione istituzionali del paese, continuano a ostacolare la piena operatività di tali strumenti programmatici, rendendo difficile la coerenza tra obiettivi strategici, allocazione di risorse e attuazione delle strategie.  

Il documento di riferimento principale è la Vision 2030 – Ihya Libya, il quadro strategico nazionale di lungo periodo della Libia, adottato nel 2021, che definisce l’orientamento complessivo delle politiche pubbliche fino al 2030. Si tratta di un documento di visione e indirizzo, non di un piano operativo, che mira a guidare la ricostruzione e lo sviluppo del Paese nel post-conflitto. La Vision articola gli obiettivi nazionali attorno a quattro assi principali: stabilità e sicurezza, sviluppo economico e diversificazione, sviluppo umano e rafforzamento della governance e delle istituzioni. È formalmente allineata all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Dal punto di vista istituzionale, Vision 2030 funge da cornice di riferimento per le strategie settoriali e le politiche governative, ma non è accompagnata da un piano di medio termine, da un quadro finanziario né da meccanismi strutturati di monitoraggio e valutazione. La sua efficacia dipende quindi dalla capacità delle istituzioni di tradurre gli orientamenti strategici in programmi attuativi coerenti e finanziati, che attualmente risultano deboli. 

Un attore chiave nella struttura programmatica è il National Economic and Social Development Board (NESDB), organismo che risponde al Consiglio dei Ministri libico e funge da piattaforma tecnica e consultiva per l’elaborazione di politiche economiche e sociali e per l’armonizzazione delle politiche pubbliche con i ministeri competenti. Nel settore idrico, il NESDB nel 2025 ha lanciato la National Water Strategy, volta ad affrontare problemi strutturali come la scarsità d’acqua, l’inefficienza delle reti e la sostenibilità delle risorse idriche. Questa strategia coinvolge in modo centrale il Ministero delle Risorse Idriche e mira a migliorare la governance del settore, la gestione della domanda e l’integrazione di tecnologie ed energie rinnovabili nei sistemi di approvvigionamento. 

Inoltre, il governo libico ha adottato altri strumenti settoriali in settori ritenuti strategici a livello programmatico. È stata approvata una Strategia nazionale per la sicurezza alimentare 2025–2035, elaborata con il coinvolgimento di ministeri chiave come Agricoltura, Economia e Pianificazione, e adottata formalmente dal Primo Ministro, con l’obiettivo di aumentare la produzione locale e la resilienza dei sistemi alimentari. Nel settore energetico, il Ministero del Petrolio e del Gas e la Renewable Energy Authority of Libya hanno promosso una strategia nazionale per energie rinnovabili ed efficienza energetica fino al 2035, con l’intento di diversificare il mix energetico e migliorare la sostenibilità del sistema elettrico. 

In Libia, la Cooperazione Italiana svolge un ruolo attivo e strategico all’interno di numerosi tavoli ed esercizi di coordinamento nei principali settori di intervento. L’Ambasciata d’Italia a Tripoli e AICS assicurano una partecipazione costante ai principali meccanismi di coordinamento multilaterale nel Paese. 

Si segnala che, a partire dal 2025 l’Italia presiede insieme ad UNMAS il primo gruppo di sostegno all’azione antimine in Libia, ossia il Libya Mine Action Support Group (LMASG), volto a rafforzare il coordinamento e il sostegno delle attività relative allo sminamento nel Paese. In Libia, questo coordinamento è particolarmente importante alla luce della ridotta disponibilità di fondi per l’azione contro le mine ed ordigni inesplosi. In Ottobre 2025, si è tenuto a Tripoli il primo incontro LMASG presso il Ministero della Difesa libico, in cui è stato formalmente riconosciuto il contributo dell’Italia alle operazioni di bonifica delle aree contaminate, evidenziandone l’impatto positivo sul rafforzamento della sicurezza della popolazione, sulla mitigazione dei rischi e sulla prevenzione di incidenti e nuove contaminazioni, a beneficio delle comunità locali. 

In Libia, la Cooperazione Italiana ha instaurato un dialogo costruttivo con le Istituzioni Finanziarie Internazionali (IFI), quali la Banca Mondiale e la Banca Africana di Sviluppo, al fine di esplorare opportunità di sinergie, co-finanziamenti e iniziative congiunte, in particolare nella promozione del settore economico-finanziario del paese per favorire dinamiche di lungo periodo di sviluppo sostenibile ed innovativo. Nel 2026, l’obiettivo è di valutare opportunità concrete di progettualità condivise, specialmente in campo di policy ed assistenza tecnica specializzata alle istituzioni libiche nei settori di riferimento. 

Da fine 2025, la Cooperazione Italiana figura tra gli stakeholders di primo piano coinvolti nella definizione di un nuovo meccanismo di coordinamento Paese, che supererà l’attuale Humanitarian–Development–Peace Nexus Working Group e prenderà il nome di Development Partners Dialogue (DPD) 

  

La frammentazione istituzionale e la limitata capacità di governance a livello nazionale e locale rimangono sfide significative per la stabilizzazione e lo sviluppo sostenibile del Paese. L’UE e i suoi Stati Membri svolgono un ruolo cruciale nel rafforzare le capacità delle autorità nazionali e locali, creando così le condizioni per una crescita e una stabilità sostenibili. L’intervento dell’Unione Europea in Libia è orientato, dunque, al rafforzamento della governance e stabilità istituzionale del Paese, attraverso il sostegno alle autorità locali, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la promozione di servizi essenziali e opportunità socio-economiche. Migliorare l’erogazione dei servizi a livello municipale, rafforzando contemporaneamente le capacità di coordinamento e supervisione delle istituzioni nazionali, resta uno strumento fondamentale di costruzione dello Stato e di stabilizzazione in Libia.  

Gli interventi della UE sono finanziati principalmente attraverso lo Strumento di Vicinato, (NDICI – Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument – Global Europe), il principale quadro finanziario dell’UE per l’azione esterna nel periodo 2021–2027. In assenza di un Accordo di Associazione, o di un quadro formale di cooperazione, con la Libia, a partire dal 2017, l’UE adotta un approccio flessibile e calibrato sul contesto, modulando le priorità e le risorse tramite le Special Measures approvate annualmente. Questo meccanismo consente di adattare gli interventi all’evoluzione del contesto politico, istituzionale e di sicurezza, promuovendo interventi coerenti e mirati, pur operando in un contesto altamente volatile e caratterizzato da capacità limitata di implementazione da parte delle istituzioni nazionali e locali libiche. Le priorità definite dall’Unione Europea in Libia per il periodo 2025-2027 sono le seguenti: 

1) Sostegno alla governance e alla stabilizzazione in Libia 

2) Sostegno alla crescita economica e alla trasformazione digitale in Libia 

3) Sostegno alle azioni in ambito climatico, energetico e ambientale in Libia 

Nesso sull’Umanitario, Sviluppo, Pace ed il Documento Triennale di Programmazione ed Indirizzo (DTPI – 2024/2026): Nel quadro di riferimento dell’Agenda 2030, la Cooperazione Italiana in Libia opera in coerenza con le Linee Guida sul Nesso Umanitario–Sviluppo–Pace (DTPI – 2024/2026), promuovendo un approccio integrato e coerente adeguato a un contesto caratterizzato da fragilità strutturale e crisi prolungata.  

In tale cornice, lo sviluppo della visione strategica per la Programmazione della Cooperazione Italiana in Libia è il risultato di un processo continuativo, strutturato e costruttivo di coordinamento, consultazione e analisi multilivello. L’Ambasciata d’Italia e l’AICS operano in stretto e costante coordinamento sugli aspetti strategici, operativi e di monitoraggio delle iniziative di cooperazione, inclusi l’impegno con le autorità libiche e il coinvolgimento di altri stakeholder rilevanti, sia internazionali sia locali, le visite sul terreno degli interventi di cooperazione bilaterale e delegata, nonché lo sviluppo di nuove proposte progettuali. Il processo di consultazione e sinergia operativa coinvolge l’insieme degli attori istituzionali del Sistema Italiano presenti nel Paese, tra cui l’Ufficio Economico-Commerciale e l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata, l’Agenzia ICE, il Ministero dell’Interno – in particolare tramite l’Esperto Migrazioni –, la Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia (MIASIT), le strutture di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC), la Guardia di Finanza e l’Addetto per la Difesa. 

Per quanto concerne gli stakeholder esterni, la Cooperazione Italiana, oltre a partecipare ai principali tavoli di coordinamento, promuove e intende ulteriormente rafforzare il dialogo e la collaborazione con la società civile, gli enti territoriali, il mondo accademico e il settore privato, riconoscendone il ruolo chiave nell’attuazione di interventi efficaci, inclusivi e sostenibili. 

In Libia, la Cooperazione Italiana mira a consolidare tale processo di dialogo e collaborazione attraverso l’adozione di strumenti condivisi con gli attori istituzionali del Sistema Italiano, al fine di identificare obiettivi comuni secondo un approccio area-based, integrato e multidisciplinare. L’obiettivo è definire partenariati e modalità di intervento da attuare in maniera sinergica, complementare e coordinata, in un’ottica di sistema che consenta di rafforzare la coerenza della programmazione, riducendo il rischio di frammentazione degli interventi e, al contempo, amplificando l’impatto complessivo delle iniziative e il ruolo dell’Italia in Libia.  

Come esperienza ‘pilota’ di questo esercizio operativo condiviso del Sistema Italia, la Cooperazione Italiana propone di facilitarlo e svolgerlo in Libia per la prima volta nell’ambito del progetto di cooperazione delegata Baladiyati III, nei quattro settori di intervento, ossia gestione risorse idriche, salute, sviluppo economico e promozione del patrimonio culturale. 

In Libia, il quadro istituzionale, giuridico e finanziario generale applicabile alle attività della Cooperazione italiana nel Paese è regolamentato dal “Memorandum d’Intesa in materia di cooperazione allo sviluppo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo dello Stato della Libia”, siglato a Tripoli il 29 ottobre 2024, in occasione del primo Business Forum Italia-Libia. Sebbene il Memorandum d’Intesa non indichi una programmazione settoriale per la Libia, come realizzato in altri Paesi di cooperazione nei quali vige un Accordo Quadro di Cooperazione, esso riconosce il ruolo dell’AICS nel Paese e statuisce che la realizzazione dei progetti avvenga di comune accordo tra le parti in tutte le sue fasi (proposta, progettazione, attuazione).  

In forma congiunta con l’Ambasciata d’Italia, nel 2025 AICS ha avviato un processo di consultazione strutturato con il Governo libico, e in particolare con il Ministero degli Affari Esteri (MoFA), finalizzato all’istituzione di un tavolo di coordinamento italo-libico. Tale meccanismo intende rafforzare il coordinamento a livello operativo e programmatico sulle iniziative della Cooperazione Italiana già in corso o in fase di avvio, nonché a consentire la definizione congiunta di una programmazione condivisa, eventualmente su base pluriennale, seguendo un approccio integrato nei settori di reciproco interesse. In questo contesto, il MoFA libico svolge il ruolo di punto focale per la gestione del dialogo e del coordinamento tra la Cooperazione italiana, i Ministeri competenti, unitamente ad altri enti e portatori di interesse libici coinvolti.  

Pur in assenza di un Documento Strategico Pluriennale formalizzato, la visione alla base della Programmazione della Cooperazione Italiana in Libia si fonda su un approccio integrato, multidisciplinare e sistemico, volto a rafforzare le capacità delle autorità nazionali e locali, sostenere la crescita e la stabilità del Paese e promuovere, nel medio-lungo periodo, uno sviluppo sostenibile e inclusivo. La Programmazione è in linea con la strategia dell’Unione Europea, Misure Speciali per la Libia 2025-2027, e si basa su un’attenta analisi dei bisogni e delle opportunità nel Paese, valorizzando sinergie operative e complementarità strategiche tra le iniziative di cooperazione bilaterale e delegata e gli interventi degli altri attori istituzionali del Sistema Italia in Libia, e riconoscendo al contempo il ruolo centrale della società civile e del settore privato. 

Nel 2026, la Cooperazione Italiana è impegnata nel rafforzamento della governance e della stabilità istituzionale della Libia, attraverso il sostegno alle autorità nazionali e locali, la promozione della gestione sostenibile delle risorse naturali e il miglioramento dell’accesso ai servizi, nonché mediante il sostegno a opportunità socio-economiche inclusive, in coerenza con la Programmazione dell’Unione Europea.  

Sul piano della Risposta Umanitaria, la Cooperazione Italiana intende rinnovare il suo impegno e ruolo strategico nel settore dello sminamento umanitario attraverso il finanziamento a UNMAS in un’ottica di azione sinergica civile-militare a beneficio della Libia, anche funzionale al rilancio delle attività economiche nelle aree contaminate. Inoltre, in considerazione degli elevati bisogni e richiesta dalle controparti libiche, l’azione della Cooperazione Italiana sarà nuovamente orientata alla risposta della Crisi Rifugiati Sudan. 

Oltre alle aree di intervento definite nella sezione “Iniziative”, le iniziative della Cooperazione italiana in Libia possono essere ricondotte all’interno di altri temi specifici ritenuti importanti per l’attuale contesto di sviluppo.

Queste schede forniscono un riepilogo esaustivo di tutte le iniziative attuali e future della Cooperazione italiana in Libia, collegate a un tema ben definito e possono offrire una panoramica del contesto nazionale. Questi documenti contribuiscono anche a rafforzare il coordinamento degli sforzi dei vari partner tecnici e finanziari presenti in Libia al fine di identificare possibili sinergie con i progetti di cooperazione italiana.

  • Acqua
  • Educazione e formazione professionale
  • Migrazione
  • Patrimonio Culturale
  • Salute

Ultimo aggiornamento: 03/02/2026, 8:51

Algeria

La Cooperazione italiana supporta l’Algeria dagli anni ’70 attraverso interventi per lo sviluppo del Paese in settori che vanno dalla costruzione di opere pubbliche, al sostegno all’industria e all’agricoltura, al restauro e la tutela del patrimonio culturale.

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Marocco

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Tunisia

L’Italia è uno dei principali partner bilaterali della Tunisia in materia di cooperazione allo sviluppo. La Cooperazione Italiana è stata ininterrottamente presente nel Paese sin dalla sua istituzione alla fine degli anni ottanta.

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Partners Tunisia

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Partners Libia

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Partners Algeria

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Avvisi di gara Enti terzi

In questa sezione sono pubblicate segnalazioni di gare e procedure di affidamento per la fornitura di beni e servizi nell’ambito di progetti di cooperazione.

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Struttura e personale

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Partners

L'AICS di Tunisi, nella realizzazione delle iniziative finanziate dalla Cooperazione italiana, si avvale di una fitta rete di partner locali, internazionali e della società civile. Tra questi le istituzioni e i ministeri tunisini coinvolti nelle iniziative progettuali rappresentano senz'altro degli interlocutori privilegiati.

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Titolare della sede

La dott.ssa Isabella Lucaferri è la titolare della Sede Regionale di AICS Tunisi, competente per la Tunisia, la Libia, il Marocco e l'Algeria.

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Profilo e obiettivi

La competenza dell'ufficio si estende su più Paesi dell'area del Nord Africa, comprendendo quindi la Tunisia, la Libia, il Marocco e l'Algeria.

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